L’esordio di Giuseppe Abbagnale nel Congresso Straordinario FISA di Copenhagen
L’esordio di Giuseppe Abbagnale nel Congresso Straordinario FISA di Copenhagen
ROMA, 20 febbraio 2013 – Presenziare ad incontri internazionali non è una novità per il Presidente Abbagnale. Il suo nome autorevole basta da solo a rappresentare il canottaggio italiano in ogni luogo, ma partecipare per la prima volta in qualità di massimo responsabile del remo azzurro ha certamente emozionato l’uomo abituato alle mille battaglie sui campi di regata. Il destino, poi, lo ha messo subito al cospetto di un beffardo ordine del giorno in cui si discuteva delle sorti dell’imbarcazione su cui ha costruito il mito che ha superato le prove del tempo. Quel “due con”, su cui ha fondato la sua carriera di atleta, stava per andare in pensione se non ci fosse stata la decisione, largamente condivisa da tutti i delegati, di portarlo a nuova vita, salvandolo dall’oblio in cui sembrava destinato. “Il Presidente della FISA Denis Oswald – racconta Giuseppe Abbagnale –, all’atto della votazione in cui si proponeva l’abolizione del ‘due con’, mi ha indicato come colui certamente in disaccordo con la decisione di soppressione. L’ironia della sorte, infatti, mi riservava nella mia prima partecipazione ad un Congresso FISA (Federazione Internazionale del Canottaggio ndr),
di dover decidere sul futuro dell’imbarcazione su cui ho gareggiato praticamente in tutto l’arco della mia carriera sportiva. Non è stato facile, ma alla fine la maggioranza ha votato contro l’abolizione”.
Ma a parte le questioni affettive verso un armo che ha fatto la storia del remo internazionale, quali sono state le considerazioni che hanno portato al salvataggio di una specialità che i regolamenti di fatto avevano già condannato? “Le considerazioni che hanno portato a questa decisione vanno comunque ricercate nell’ambito tecnico. Una prima analisi ha riguardato la necessità di non comprimere ulteriormente le imbarcazioni con il timoniere, dal momento che permangono il ‘quattro con’ e ovviamente l’otto; la seconda, invece, è legata alla consuetudine di alcune tra le nazionali più rappresentative, di portare in competizioni di alto livello solitamente tre riserve: una di coppia e un paio di punta, pari e dispari. Con il mantenimento della specialità del ‘due con’ continuerà ad essere possibile
impiegare direttamente in regata le riserve di punta, dando a questi atleti, generalmente giovani, l’opportunità di fare esperienza al fine della loro maturazione psico-fisica”.
Non avevamo dubbi che il peso della storia remiera di Giuseppe Abbagnale non sarebbe passato inosservato, ma qual è stata l’accoglienza riservata al neo-eletto Presidente della Federazione Italiana Canottaggio? “Matt Smith, Direttore Esecutivo FISA, è stato estremamente bravo ed anche divertente presentando tutti noi con un gioco. Inizialmente ha presentato i volti nuovi in maniera sintetica, poi nella cena di gala ha esordito invitando i nuovi presidenti ad alzarsi. Successivamente ha chiesto la stessa cosa a coloro che sono stati presenti in qualità di atleti ad un’Olimpiade, poi a due, quindi a tre e così via. Quindi ha chiesto di alzarsi a coloro che hanno vinto una medaglia ai Giochi Olimpici,
poi due e in crescendo fino a sei. Infine si è passati ad esaminare le carriere dei presidenti utilizzando lo stesso sistema che, oltre a divertire, presentava gli anziani e gli ultimi arrivati”.
I lavori dell’assise di Copenaghen, comunque, si sono svolti nel consueto clima di cordialità e di confronto su questioni importanti poste dalle singole federazioni nazionali. “Tra l’altro – continua lo stesso Giuseppe Abbagnale – l’Assemblea Straordinaria della Fisa ha respinto con uno stretto margine la proposta di eliminare la media del peso di un equipaggio PL. Il sistema in vigore, confermato dalla votazione, permette la compensazione dei pesi dei singoli atleti, consentendo la partecipazione in una regata anche nel caso di un atleta che superi i limiti previsti”. Importanti novità ci sono state nel settore Adaptive dove il Congresso Straordinario ha deliberato su questioni ormai non più rimandabili. “L’istanza proposta per questa categoria – afferma il Presidente Abbagnale – era quella di portare le regate per disabili da mille a duemila metri come in qualsiasi competizione remiera. Invece nella votazione si è inteso mantenere la classica distanza dei mille metri per una serie di motivi tra cui la perdita di spettacolarità e la dilatazione dei tempi di gara”.
Prevedere l’arrivo alla metà esatta di un campo di regata non crea il problema della lontananza del pubblico delle tribune situate solitamente ai duemila metri? “E’ stato chiarito che l’arrivo deve essere ai duemila metri come in una regata normale, ma con un percorso di mille metri anche se questo crea naturalmente qualche problema organizzativo. Lo spostamento dei barchini potrebbe creare problemi, ma per questo uno staff di tecnici lavorerà per rendere ottimali e veloci tali spostamenti. A proposito degli Adaptive, si è proposto il cambiamento di nome utilizzando la stessa terminologia usata per i Giochi Olimpici. È stata un’ottima scelta ed inoltre è stata introdotta la nuova specialità del doppio misto LTA. Tutte le nazioni si sono dimostrate sensibili al Pararowing, in tutti esisteva la volontà di ampliare il panorama per sensibilizzare il settore. Il numero delle nazioni che allenano
e portano nelle competizioni mondiali atleti con disabilità sta crescendo continuamente e nel futuro avremo sicuramente un buon numero di praticanti”.
Ma il successo degli Adaptive (ora Pararowing) nelle Paralimpiadi di Londra 2012 ha influito su questa decisione? “Sicuramente. In questa edizione si è ulteriormente consolidato il fenomeno paralimpico e l’interesse dei media ha fatto sì che ci fosse una maggiore attenzione per questo settore. Alla fine il problema è sempre la visibilità, quando essa si manifesta tutto diviene più facile.
Andando oltre, va segnalato che dal punto di vista tecnico non è passata la proposta, nei casi di arrivi ex aequo, di abbassare il fotogramma a cinque millesimi, poiché il rilevamento diventava poco leggibile nella fotografia. L’altra novità tecnica è data dalla scomparsa della famosa boa dei cento metri, per cui nel caso di un’avaria tecnica in partenza la gara non sarà più stoppata. E’ stato, inoltre, deliberato un piccolo aggiustamento in base ad un problema evidenziato nelle recenti Olimpiadi, nel sistema dei ripescaggi. Pare che in qualche gara sia capitato che, nel momento di definire gli equipaggi con il modello standard, siano emersi abbinamenti poco equilibrati per la presenza di armi competitivi nella stessa batteria. Quindi si è voluto dare alla giuria la facoltà di poter modificare manualmente questi abbinamenti”. In quest’ultimo caso, il valore degli equipaggi a che cosa è dovuto? “Esso è determinato dai tempi misurati nelle regate. Comunque questa eventualità verrà applicata con molta attenzione”.
Nelle foto: Il Presidente FIC Giuseppe Abbagnale; il Presidente della FISA Denis Oswald; i fratelli Abbagnale in azione sul due con; il Direttore Esecutivo FISA Matt Smith.















