Cronaca di un 2024 olimpico e paralimpico per azzurre e azzurri
Cronaca di un 2024 olimpico e paralimpico per azzurre e azzurri

Emozioni d’argento per l’Italia olimpica nel 2024, anno dei Giochi di Parigi. Via i fantasmi di Tokyo per i moschettieri azzurri del quattro di coppia, saliti sull’aereo che da Parigi li ha riportati in Italia con al collo la medaglia a cinque cerchi. Giacomo Gentili, Andrea Panizza, Luca Rambaldi e Luca Chiumento (Fiamme Gialle) a Parigi 2024 hanno riportato sul podio l’Italia del quadruplo 16 anni dopo il podio di Pechino 2008, e oggi come allora risplende d’argento. Gli azzurri a Vaires-sur-Marne, dopo un percorso netto che li ha portati subito in finale, hanno contrastato l’Olanda finché hanno potuto, costringendo al bronzo una Polonia non facile da domare. Le lacrime sul traguardo dei quattro protagonisti hanno lavato via le ultime scorie di Tokyo, nel nome anche dell’indimenticato Filippo Mondelli, la cui memoria subito dopo il successo è stata onorata e più volte ricordata dagli azzurri, che hanno portato con loro per festeggiare la bandiera tricolore che apparteneva proprio al Pippo Nazionale.

Sono argento, e non smentiscono una regolarità impressionante dal 2017 a oggi per l’Italia nella specialità, Gabriel Soares (Marina Militare) e Stefano Oppo (Carabinieri) nel doppio Pesi Leggeri maschile. Giunti in finale senza fare prigionieri sin dalle batterie, Gabriel e Stefano si sono poi dovuti inchinare solo ad una formidabile Irlanda, regalandosi l’argento per pochi centesimi, con freddezza e caparbietà, davanti ad una giovane ed agguerrita Grecia. Una last dance perfetta quella del doppio PL ai Giochi per l’Italia, che saluta i cinque cerchi in questa specialità con gli argenti di Sydney 2000 e Parigi 2024 e il bronzo di Tokyo 2020, senza dimenticare naturalmente l’oro tra le donne in Giappone tre anni fa di Cesarini e Rodini. Un capolavoro, insieme a quello del quadruplo, costruito con il duro lavoro impostato lungo tutta la stagione.

Non solo d’argento si è tinta l’Olimpiade azzurra in terra di Francia. Il quarto posto del quattro senza di Nicholas Kohl (Gavirate), Giuseppe Vicino (Fiamme Oro), Giovanni Abagnale (Marina Militare) e Matteo Lodo (Fiamme Gialle) ha permesso comunque ai sostenitori azzurri di sognare una medaglia sfuggita all’Italia solo perché sulla sua strada ha trovato in quel momento tre barche più forti, che hanno meritato di salire sul podio lasciando ai piedi il quartetto italiano, che ha combattuto fino alla fine per regalarsi una gioia che sicuramente non avrebbe demeritato.

Solo applausi per l’otto femminile di Veronica Bumbaca (Fiamme Oro-CUS Torino), Alice Codato (Fiamme Oro-Gavirate), Silvia Terrazzi (SC Arno), Elisa Mondelli (Fiamme Gialle-Moltrasio), Aisha Rocek (Carabinieri-SC Lario), Alice Gnatta (Fiamme Gialle-CUS Torino), Linda De Filippis (Marina Militare-Gavirate), Giorgia Pelacchi (Fiamme Rosse-SC Lario) ed Emanuele Capponi (Fiamme Gialle) al timone. Se già la qualificazione ottenuta per i Giochi era stata storica, la finale raggiunta a Parigi, con conseguente sesto posto, ha contribuito ad alimentare la storia scritta da un equipaggio che, siamo certi, non ha voglia di fermarsi proprio ora.

Con la qualificazione – per un solo centesimo ai danni del Canada alla Final Olympic Qualification Regatta di Lucerna a maggio – ha scritto la storia anche l’otto maschile di Matteo Della Valle (Fiamme Oro-Moltrasio), Jacopo Frigerio (Fiamme Gialle-SC Lario), Emanuele Gaetani Liseo (Marina Militare-Telimar), Salvatore Monfrecola (Marina Militare-RYCC Savoia), Davide Verità (Marina Militare-AC Monate), Gennaro Di Mauro (CC Aniene), Leonardo Pietra Caprina (Fiamme Gialle-CC Aniene), Vincenzo Abbagnale (Marina Militare) e Alessandra Faella (Marina Militare-CUS Torino) al timone, che ha mancato la finale in una competizione che ha visto in acqua come sempre veri e propri mostri della specialità.

Italia settima complessiva dunque nell’ammiraglia maschile, mentre il doppio femminile di Stefania Gobbi (Carabinieri-SC Padova) e Clara Guerra (Fiamme Gialle-Pro Monopoli) e il due senza maschile di Giovanni Codato (Fiamme Oro-Gavirate) e Davide Comini (Fiamme Oro-Moltrasio) hanno chiuso rispettivamente all’undicesimo e al dodicesimo posto, onorando turno dopo turno una partecipazione olimpica che non li ha visti mai mollare un colpo. Tredicesimo infine il doppio Senior maschile di Matteo Sartori (Fiamme Gialle) e Nicolò Carucci (Fiamme Oro-Gavirate), i due giovani atleti del gruppo che non mancheranno di rifarsi nelle future occasioni, più vicine che mai.

Si chiudono con un po’ di amaro in bocca invece per gli azzurri del pararowing i Giochi Paralimpici di Parigi 2024. Giacomo Perini (CC Aniene) è stato infatti protagonista di una finale straordinaria nel singolo PR1 maschile, che lo ha visto terminare al terzo posto dopo essere stato anche in testa fino a metà gara. Al termine della regata è stato però escluso dal Giudice di Gara che, dopo aver controllato la borsa dove Perini aveva riposto acqua e oggetti personali, si è accorto della presenza dello smartphone che, involontariamente, l’azzurro aveva dimenticato di posare. L’esclusione è avvenuta in base al regolamento che vieta la presenza sull’imbarcazione di strumenti in grado di comunicare con l’esterno. Alle spalle di Gran Bretagna e Ucraina dunque, il bronzo è stato accreditato all’Australia, ma la vicenda resta aperta, essendo in corso le procedure per arrivare ad una sentenza del Tribunale Arbitrale Sportivo di Losanna.

Sesto posto invece per il quattro con PR3 Misto di Carolina Foresti (RYCC Savoia), Tommaso Schettino (CC Aniene), Greta Elizabeth Muti (Olona 1894), Marco Frank (VVF Ravalico) e Enrico D’Aniello (Fiamme Oro) al timone, che dopo essere rimasto agganciato al treno dei battistrada nella prima frazione di gara, ha poi dovuto cedere alla maggior forza ed esperienza degli avversari, con in testa la Gran Bretagna che ha poi confermato l’oro paralimpico già conquistato a Tokyo 2020. Una bella prova comunque per il quintetto azzurro, in crescita e che guarda con fiducia al prossimo futuro. Los Angeles 2028, per tutto il movimento azzurro, non è poi così lontana. Ci vediamo nel 2025.















