Stefano Gioia: anche i grandi hanno iniziato da piccoli
Stefano Gioia: anche i grandi hanno iniziato da piccoli
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TRIESTE, 18 febbraio 2019 – Coach del Settore Giovanile del C. C. Saturnia, uno dei pochi tecnici di IV Livello Europeo in Italia, per quanto riguarda il canottaggio, Stefano Gioia è il Coordinatore Tecnico Regionale che da alcuni quadrienni sta guidando con successo la rappresentativa del Friuli Venezia Giulia. Un’esperienza oramai pluriennale per il tecnico triestino, che gode ottimi rapporti con la Federcanottaggio, spesso tecnico di riferimento nelle squadre di Coupe de la Jeunesse, e con il DT della Nazionale Italiana, Franco Cattaneo, con il quale Gioia ha recentemente avuto un proficuo scambio di vedute in merito all’Attività Giovanile in Italia: un argomento fondamentale per il canottaggio italiano, caro al Numero Uno dei Tecnici Azzurri.
Come reputi la stagione 2018, per quanto riguarda l’attività delle rappresentative regionali?
“La stagione 2018 è stata ricca di ottimi risultati ed ulteriori indicazioni sul modo in cui intendiamo l’attività regionale. I risultati sono stati in primis di poter contare ancora su un buon numero di ragazzi e ragazze in linea con gli altri anni ed anzi in incremento in alcuni settori, cosa non scontata visto che a livello nazionale vi è una lieve tendenza negativa, e questo nostro buono stato di salute è dovuto alla serietà con cui operano le società, al costruttivo senso di competizione tra di esse, e soprattutto a livello giovanile spero anche in parte grazie allo stimolo continuo che viene dall’attività regionale. Dal punto di vista sportivo i risultati delle rappresentative regionali sono stati devo dire di grande qualità tecnica dal momento che almeno in due occasioni siamo stati la regione migliore specialista nel 4 di coppia con cadetti e cadette; poi vi è stata la riconferma al vertice del gruppo di regioni del Trofeo Esagonale (gara oltremodo formativa che propone le prime vere esperienze internazionali); ci siamo poi consolidati al secondo posto in Italia al Trofeo delle Regioni con cadetti e ragazzi; la vittoria al Match Trieste-Zagabria ed infine il buon piazzamento a medaglia del 4 di coppia sperimentale Juniores all’Internazionale di Villach.”
In genere, ciò che si può costruire, dipende molto dalle attività delle società con gli under 14 ed under 16. Hai potuto toccare con mano quali sono le realtà sul territorio?
“Ribadisco volentieri che l’attività regionale è in dipendenza del buon lavoro fatto dalle società; se le società fanno bene con la formazione dei ragazzi, allora possiamo formare ottimi equipaggi che poi portiamo a fare esperienze sportive ad un livello superiore confrontandosi esclusivamente con i migliori coetanei in Italia selezionati come loro, ed infine si ritorna in società con un’esperienza, una consapevolezza ed una qualità in più. Le società “produttive” sono sempre quelle tra cicli e ricicli…e vorrei qui ricordare che diventa sempre più importante investire in un lavoro di estrema qualità fin dalle categorie più giovani poiché è sempre più chiaro da tutte le evidenze a livello internazionale, che senza una ottimale formazione da giovanissimi, diventa proibitivo poi allenare atleti evoluti una volta cresciuti.”
E’ in programma un raduno cadetti nel mese di febbraio. Che finalità ha questo tipo di concentramento, e come in genere rispondono le società a questo tipo di iniziativa?
“L’appuntamento a cui ci apprestiamo in febbraio sarà il consueto raduno valutativo per i cadetti ed allievi C. Come sempre avrà, nei confronti di ragazze e ragazzi, un fine formativo: attraverso le varie prove fisiologiche e coordinative vogliamo suggerire il confronto costruttivo, l’esempio e la motivazione a migliorarsi tra ragazzi che altrimenti si confrontano solitamente come avversari; l’idea di base è che se cresciamo come movimento regionale migliorano tutte le squadre societarie e viceversa in un circolo virtuoso. Le società ed i tecnici in genere l’hanno capito ed i risultati di anno in anno lo dimostrano.”
Quali sono gli obiettivi della stagione 2019?
“Gli obiettivi per quest’anno sono proprio quelli di riconfermare il livello qualitativo e se possibile ancora implementarlo. La strategia rimane quella di riuscire a fare barche lunghe che sono la vera prova della capacità collettiva del movimento. Investiremo ancora sul progetto del 4 di coppia Juniores maschile con un obiettivo ambizioso, con l’idea che questo possa fare da ulteriore stimolo per tutta la nostra attività.”
Maurizio Ustolin















