Lazise: le dichiarazioni dei protagonisti della seconda tappa del Trofeo Filippi
Lazise: le dichiarazioni dei protagonisti della seconda tappa del Trofeo Filippi
A Lazise, in occasione della seconda tappa del Trofeo Filippi di Beach Sprint, Giovanni Ficarra (Peloro Rowing) si conferma l’uomo da battere nel circuito internazionale, con la vittoria su Federico Ceccarino, della CC Napoli, mentre Maria Elena Zerboni (CC Saturnia) agguanta l’argento, arrendendosi alla, per ora, irraggiungibile austriaca, Tabea Minichmayr, oro nella prima tappa.

Forza e umiltà per Giovanni Ficarra, già vincitore della prima tappa a Mondello. “Fare una gara qui è stata una grande opportunità per avere un confronto fisiologico, come in una gara indoor: le condizioni erano zero per tutti, vista la poca corsa e l’acqua piatta”, dice l’atleta messinese. “Come ci ha detto il nostro direttore tecnico, Antonio Colamonici, a Los Angeles sarà così. Quindi, più gare facciamo in queste condizioni più vuol dire che il nostro valore è alto. Non sono al top della forma perché mi trovo in fase di carico. Ora penso a Taranto e a Marina di Castagneto”. E quando gli chiediamo che cosa serva per batterlo, lui risponde: “Non ci vuole tanto, basta allenarsi. Per me questo è divertimento, è un hobby, ma cerco di farlo bene. Io sono un assegnista di ricerca, lavoro all’università, ho preso il dottorato l’anno scorso”.

“Sono molto contenta, questo è un secondo posto inaspettato, sono arrivata a Lazise per crescere e fare esperienza”, dice Maria Elena Zerboni. “La medaglia di oggi mi dà fiducia, in ogni gara ci ho creduto fino in fondo, ho lottato fino all’ultimo colpo. Sono state competizioni stupende, ho lottato contro atlete di altissimo livello, come la lituana e Federica Cesarini, con entrambe sono arrivata insieme sulla spiaggia per la corsa finale. L’austriaca è imprendibile, però è un esempio da seguire”.

Riconferma annunciata per la coppia azzurra formata da Maria Lanciano (LNI Barletta) e Lucio Fugazzotto (Peloro Rowing) tra gli under 19. L’atleta pugliese e il compagno di barca – entrambi oro a Mondello nel doppio e nei singoli – hanno bissato le vittorie nelle stesse specialità, sempre nel circuito internazionale. “Gareggiamo in doppio da tre anni, il nostro segreto è che non ci alleniamo insieme. Arriviamo in gara, usciamo in barca, tiriamo e basta. Siamo una coppia che scoppia”, scherza Lanciano, che aggiunge. “La mia barca del cuore è il doppio, ma è sul singolo che mi alleno sempre e su cui punto in futuro”. Doppia soddisfazione anche sul volto di Fugazzotto: “Sin dalla prima volta che siamo usciti in barca è stato subito oro. Quest’anno puntiamo in alto sia nel singolo sia nel doppio mix”, dice il messinese, segnato dalla fatica per una vittoria in singolo tutt’altro che scontata. “Dopo la finale del doppio con Maria ero stanchissimo, stavo male, quindi non pensavo nemmeno di entrare in finale A in singolo. Invece ho lavorato molto con la testa e ce l’ho fatta”.

Vittoria netta. Federica Cesarini (Fiamme Oro) si aggiudica la seconda tappa del Trofeo Filippi, nel circuito nazionale. Per la campionessa olimpica di Tokyo 2020 l’oro di Lazise è una conferma importante che fa della poliziotta lombarda una tra le atlete di punta del beach italiano. “In questi giorni ho provato tanta fatica, ma mi sono anche divertita”, dice l’azzurra. “Ho sofferto un po’ perché le gare sono state tutte molto ravvicinate. Il beach è uno sport molto esplosivo, ho capito che serve una grande preparazione, non pensavo che fosse così faticoso”.

Bella soddisfazione anche per Stefano Oppo (Carabinieri), altro protagonista di questa seconda tappa del Trofeo. Anche l’atleta sardo, argento ai Giochi di Parigi, si è imposto nel circuito nazionale dopo la prova in chiaroscuro di Mondello. “Rispetto alla gara in Sicilia, qui ho avuto maggiore confidenza con l’acqua: il lago ricorda più il canottaggio classico, quindi mi sentivo un po’ più a mio agio”, dice Oppo. “A livello internazionale, ieri ho avuto un po’ di problemi nel ripescaggio, quindi un po’ di margine potrebbe esserci. Qui ho partecipato a entrambi i circuiti per accumulare più esperienza: il senso di fare più gare è conquistare maggiore fiducia con la barca, soprattutto nel salire e scendere”.















