“Generazione Canottaggio” – All’Aniene l’attività scolastica tra sport, educazione e territorio
“Generazione Canottaggio” – All’Aniene l’attività scolastica tra sport, educazione e territorio

Marta Ponte e Giorgia Di Carlo ci hanno aperto le porte del loro mondo, all’interno del Circolo Canottieri Aniene, società che nel 2025 ha festeggiato il terzo successo consecutivo al Festival dei Giovani e la vittoria nel Trofeo d’Aloja.
Lo hanno fatto, raccontandoci del progetto che stanno portando avanti relativo al reclutamento scolastico. Il circolo capitolino, del resto. è stato uno dei primi in Italia, da questo punto di vista, a investire seriamente.
“Collaboriamo – hanno tenuto a sottolineare all’unisono – con alcuni istituti da oltre 25 anni, in modo continuativo. Questo ha permesso al progetto di crescere, strutturarsi e incontrarsi con il progetto proposto dalla Federazione. È un investimento a lungo termine, che negli anni ha portato risultati concreti, sia sportivi che sociali”.
Come nasce il progetto scolastico del Circolo Canottieri Aniene?
“Il Circolo Canottieri Aniene è stato uno dei primi a credere nel reclutamento scolastico e nella promozione del canottaggio tra i più giovani. La collaborazione con le scuole è iniziata fin da subito, e con alcuni istituti lavoriamo ormai da oltre 25 anni. Giorgia ha iniziato il suo percorso nel 1999, mentre Marta nel 2004, entrambe proprio grazie ai progetti scolastici. All’epoca il corso contava circa 30 ragazzi, mentre oggi nel nostro settore giovanile orbitano ogni anno circa 150 ragazzi, un segno di quanto il progetto sia cresciuto e si sia consolidato nel tempo”.

Quali erano gli obiettivi primari?
“Far conoscere il canottaggio a un numero sempre maggiore di giovani, portandolo direttamente nelle scuole. L’idea era – ed è tuttora – quella di offrire a tutti la possibilità di provare uno sport formativo, indipendentemente dal contesto familiare o dalle possibilità economiche. È un progetto che unisce sport, educazione e territorio, e che nel corso degli anni ha costruito un vero e proprio vivaio”.
Quanto è importante che un giovane si avvicini al mondo del remo?
“È fondamentale per la crescita del corpo e della mente. Il canottaggio aiuta a sviluppare forza, coordinazione, postura ed equilibrio, ma ha anche un importantissimo impatto psicologico: riduce ansia e stress, incentiva il lavoro di squadra, rafforza il rispetto delle regole, favorisce socializzazione e integrazione, aiuta i ragazzi a gestire le emozioni, li fa sentire parte di un gruppo. Lo sport diventa così uno strumento di crescita personale e sociale, e per alcuni può persino trasformarsi in una vera opportunità professionale”.
Su che numeri lavorate all’Aniene in merito a questo progetto?
“Ogni anno, grazie alle attività nelle scuole, riusciamo a visionare circa 3.000 ragazzi. Tra questi, quelli che mostrano maggior interesse o predisposizione vengono invitati a conoscere da vicino il nostro ambiente al Circolo. Attualmente il gruppo giovanile stabile conta circa 150 ragazzi all’anno, suddivisi per fasce di età e livelli di esperienza”.

Gli istituti scolastici in che maniera rispondono?
“Dipende molto dall’istituto. Con alcune scuole abbiamo un rapporto così stretto da permettere agli studenti di svolgere l’ora di educazione motoria direttamente qui al Circolo. Con altre realtà, invece, la collaborazione è più sporadica e si traduce in giornate dedicate allo sport o in progetti temporanei”.
C’è difficoltà nell’interagire oppure riuscite a trovare terreno fertile?
“Negli anni abbiamo notato un cambiamento: lavorare con le scuole medie è diventato più difficile, a causa di esigenze organizzative, orari e carichi didattici. Per questo stiamo spostando gradualmente la nostra attenzione verso le classi quarte e quinte delle scuole elementari, dove troviamo maggiore disponibilità, curiosità e terreno fertile per avviare un percorso sportivo”.
Gli obiettivi immediati e futuri quali sono?
“Nel breve periodo puntiamo a consolidare le collaborazioni storiche e a rafforzare i progetti con le scuole elementari. A lungo termine, l’obiettivo è continuare a crescere come polo formativo, creando un vivaio strutturato che unisca formazione tecnica, educazione, inclusione e – per chi lo desidera – un percorso agonistico o professionale”.
Gianluca Atlante















