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“Generazione Canottaggio” – Canottieri Armida: un quarto di secolo nel segno dell’inclusione

venerdì 29 Agosto 2025

“Generazione Canottaggio” – Canottieri Armida: un quarto di secolo nel segno dell’inclusione

Nella vita non c’è nulla facile e scontato, sarebbe oltremodo noioso se fosse così. La passione per un qualcosa, però, ti porta ad andare oltre, a gettare, come dicono quelli più bravi di noi, il cuore oltre l’ostacolo. Alla Canottieri Armida, uno dei circoli remieri storici (nato nel 1869) del nostro amato “stivale”, fanno questo ed altro. Lo fanno dando lustro al meraviglioso remo regalando molto più che un semplice sorriso alle persone disabili intellettive relazionali. 

Ne abbiamo voluto parlare con una grande donna, Cristina Ansaldi, restando in religioso silenzio nell’ascoltare la storia, l’essenza di questo progetto voluto da lei e dalla Canottieri Armida.

Come e quando nasce questo progetto per i disabili?
Autunno 2001, il Comitato piemontese propone di avviare lezioni di canottaggio per piccoli gruppi di ragazzi della Polisportiva dell’Unione Ciechi e Ipovedenti di Torino. Sull’onda dell’avvicinarsi di Torino 2006 e grazie alla figura di Tiziana Nasi (allora presidentessa del FISD Piemonte), sul territorio di Torino e del Piemonte hanno iniziato a concretizzarsi realtà sportive per persone con disabilità. L’Armida aderisce e mi incarica di seguire questa attività oltre ai corsi CAS, avevo familiarità avendo un parente in carrozzina ed andando in barca a vela con un ragazzo non vedente. Da quel momento in avanti si sono avvicinati innumerevoli corsisti, ex atleti, allenatori, chi per curiosità e chi per approfondire, ciascuno condividendo esperienza e lasciando un proprio segno. A ciascuno sono grata per aver manifestato che il canottaggio è proprio per tutti. Con lo staff tecnico e le famiglie degli atleti, il Presidente Favero e i consiglieri che si sono succeduti negli anni, si è sviluppato progressivamente un contesto che ha dato spazio ad ogni abilità ed esperienza, portando in barca tutti e mettendo in relazione atleti, ex atleti, allenatori, soci e famiglie su un unico piano: quello di voga”.

Com’è stata la risposta in questi anni e cosa prospetta l’immediato futuro?
“Vedere atleti ‘para’ con maggiore esperienza o a fine carriera che svolgono con competenza il ruolo di peer con atleti più giovani o con necessità di maggiori attenzioni, manifesta il tanto lavoro di molte. Traccia un nuovo segno: il percorso di riconoscimento del valore dello sport per l’acquisizione di competenze lavorative e di vita indipendente, il valore per il mantenimento di una qualità di vita buona anche dove si riscontri meno autonomia legata anche all’età. Quest’anno è la ricorrenza dei 10 anni dalla prima uscita internazionale del primo 8+ Open Mind – Heineken regatta, Amsterdam 2015 – passato l’ultimo importante evento della stagione ci prepareremo quindi con l’equipaggio dell’epoca e un equipaggio in chiave Mixed. Dopo la virtuosa partecipazione all’evento Internazionale MAGIC di Pamplona, in parallelo al Mondiale Mixed Ability di Rugby che ci ha visto nuovamente alzare la Coppa “Spirit of Mixed Ability Rowing”, guardiamo ai prossimi eventi per coinvolgere i più giovani in questa direzione”.

L’importanza di avere alle spalle un circolo storico come la Canottieri Armida?
“L’Armida è una piccola società con un cuore grande, dove si trova un carrello per chiunque voglia remare e conoscere il nostro amato Po. Di fatto è stata una tra le prime società di canottaggio ad aprire lo sport del remo alle donne, la prima a credere nell’importanza di dare spazio agli atleti con disabilità designando un consigliere al Pararowing, attualmente tra le prime a riuscire a modulare diverse “anime” in un unico contesto sportivo. Con l’impegno quotidiano di allenatori e dirigenti, nel tempo si può dire che ogni abilità ed esperienza abbiano trovato spazio per godersi il fiume e il canottaggio in Armida”.

Quanto può essere importante lo sport del remo per questi ragazzi?
“Se parliamo di autonomia, autodeterminazione, conoscenza di sé, del proprio benessere psico fisico, di adattamento al contesto naturale e climatico, sono tutti punti che rendono il canottaggio importante. Ma se parliamo di come si gioisce dei propri risultati, indipendentemente che sia vittoria, miglioramento o gioia condivisa con altri, di come si mantenga il ritmo in barca, nel perseguire gli obiettivi e i compiti assegnati, di come si prepari da soli la borsa per allenamento o una trasferta, o come mantenere la propria igiene personale, di come gestire la frustrazione per imprevisti o per obiettivi non raggiunti, allora stiamo parlando nuovamente di aspetti che permettono di considerare il canottaggio uno sport dal valore unico. Se stiamo a ben guardare, questi aspetti sono determinanti nel miglioramento della vita di ciascuna persona, con o senza disabilità, per cui con la giusta “relazione” e attenzione verso i bisogno dell’altro, il canottaggio ha decisamente benefici per tutti”.

A che numero siamo arrivati di ragazzi e ragazze? C’è stato un incremento in questi anni?

“Considerando anche solo chi è venuto a fare attività con le scuole o associazioni, sono passate in 25 anni circa 1000 persone con disabilità o bisogni specifici, molte sono restate per un po’, alcune tornano sporadicamente. Il valore oggi si attesta su circa 100 persone tesserate con costante aumento. I primi atleti ‘Adaptive’ ad unirsi al gruppo sono ora decisamente grandi e i più giovani stanno crescendo come è giusto che sia, così abbiamo dato il via all’allenamento congiunto con i corsi adulti, con il gruppo universitario (con cui ormai facciamo trasferte e allenamento di pesi assieme), creando opportunità di relazione, allenamento e nuove amicizie”.



Ottobre sarà, come sempre, un mese importante per voi. 
“Per esigenze organizzative relative all’organizzazione del Mondiale Virtus Indoor Rowing, La RxLA2025 – Rowing for Los Angeles Paralympic Games 2028 normalmente organizzata ad inizio ottobre è stata spostata più avanti. Per causa indipendenti dall’organizzazione, ci spiace dire che il mondiale indoor non si terrà ma, tuttavia vista l’enorme macchina organizzativa, l’impegno a supportare dato dalle istituzioni e l’elevato numero di Club che hanno risposto abbiamo ritenuto opportuno rimodulare la Pararowing Week 2025 in 2 eventi: 16-17 ottobre 1^ Torino International Indoor Rowing Event; 18-19 ottobre 19^ RxLA Pararowing regatta – Trofeo Rowing for Los Angeles 2028 Paralympic Games. Sono attesi oltre 300 atleti e altrettanti tra staff e familiari, provenienti da tutta Italia, Inghilterra, Scozia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Francia, Romania e altre nazioni stanno perfezionando la propria partecipazione. A meno di due mesi l’impegno e la determinazione sono molti, la passione ci sta portando a realizzare un gran bell’evento, nel quale crediamo che tutti i partecipanti possano sentirsi parte di un momento di puro sport”.

Gianluca Atlante