“Generazione Canottaggio” – Simone Raineri e il Pararowing. “Al servizio di ragazzi meravigliosi”
“Generazione Canottaggio” – Simone Raineri e il Pararowing. “Al servizio di ragazzi meravigliosi”

Uno dei quattro “Cavalieri delle Acque”, quelli decantati a meraviglia dal “Bisteccone nazionale”, oggi continua a vincere con il cuore e la passione degli altri, di chi ha superato difficoltà importanti durante la propria vita, e ora proprio grazie a lui, ad una storia fatta di successi tramandata ai posteri, trova la forza, ogni giorno, per salire in barca e dare concretezza ai propri sogni.

Simone Raineri, oro a Sydney 2000 nel quattro di coppia, l’ultimo successo olimpico a livello maschile del nostro amato remo, oggi è un tecnico federale del settore Pararowing e… “provo a continuare a vincere grazie agli altri, alla forza di volontà, alla passione, al desiderio di sentirsi grandi ogni santo giorno che si rispetti. I ragazzi e le ragazze del Pararowing sono meravigliosi”.
Quindi? “E’ un piacere infinito trasferire la mia esperienza a loro, condividere ogni singolo istante della loro giornata. Anche e soprattutto le vittorie che aiutano a vivere e a lavorare meglio”.

Immaginiamo che Simone Raineri, uno dei quattro “Cavalieri delle acque”, sia importante per loro. “Spero e mi auguro che sia così, di sicuro loro lo sono per me. Rivivo ogni istante della mia carriera e quando tocco con mano l’impegno che mettono negli allenamenti, la voglia che hanno di migliorarsi, andando oltre anche i loro limiti, è come se ci fossi io a remare al posto loro”.
Uno scambio di emozioni, insomma. “Non potrebbe essere altrimenti. Loro sono importanti per me, come io cerco di esserlo per loro, fosse soltanto per i miei ricordi di atleta, le mie esperienze, che riesco a trasmettere” .

Di storia, del resto, uno dei quattro “Cavalieri delle acque”, cresciuto nella SC Eridania e poi arruolato dalle Fiamme Gialle, ne ha da raccontare. “Tanta, ma nel caso specifico deve servire da supporto al lavoro di questi meravigliosi atleti. L’obiettivo è proprio questo. I ricordi, per carità, sono molto belli, ma oggi che rivesto un altro ruolo, hanno il compito di supportarmi in quello che è il mio lavoro”.

Un lavoro che ti appaga in tutto e per tutto. “Il canottaggio è la mia vita, lo era da atleta, lo è oggi da tecnico federale del settore Pararowing. Mi sento vivo, come se dovessi gareggiare domani. Ogni giorno, sempre di più. Da atleta, com’era giusto che fosse, ero egoista. Oggi lo sono per loro, voglio esserlo per loro”.
Un mese importante che culminerà con i Mondiali a Shangai. “Stiamo lavorando per arrivare pronti alla rassegna più importante della stagione. Ogni giorno è buono per migliorare la condizione, per crescere. Atleti e atlete rispondono alla grande, ma non avevo dubbi”.
Gianluca Atlante















