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Canottaggio, uno sport che abbatte le frontiere

martedì 19 Maggio 2009

Canottaggio, uno sport che abbatte le frontiere

Canottaggio, uno sport che abbatte le frontiere
In un vasto tessuto sportivo lo sport del remo prospera tra Varesotto, Comasco e Ticino

VARESE, 19 maggio 2009Dario Galli, presidente della Provincia di Varese, è stato nominato, durante l’assemblea generale tenutasi nel prestigioso contesto delle Ville Ponti presidente della Regio Insubrica per l’anno 2009-2010. Il perchè dell’ attenzione ad un avvenimento di preminente valore politico deriva dal fatto che la Regione Insubrica, o Insubria, facendo perno sulla città di Varese allarga il suo perimetro alle provincie di Milano, Como, Novara, Lodi, Pavia, Canton Ticino, Grigioni Lombardi (Val Mesolcina, Val Poschiavo, Val Calanca, Val Bregaglia), e Provincia di Sondrio.
Sostanzialmente una delle “Euroregioni” tranfrontaliere previste negli ambiti della Unione Europea ed in cui lo sport remiero, nella tradizione delle antiche usanze, ma anche necessità dello spostarsi a forza di braccia su laghi e fiumi, trova ampio consenso. Ed il presidente Galli, attento a tutti i problemi della sua provincia ha sempre apprezzato e sostenuto lo sport del canottaggio e quindi con la sua elezione a questo importante incarico i canottieri, che da tempo hanno abbattuto le frontiere, troveranno ancora amicizia e maggiore comprensione. E nell’abbattimento delle frontiere dello sport rientra anche l’iniziativa proposta dai canottieri ticinesi di organizzare una loro regata internazionale nella ospitalità varesina alla Schiranna.
Gli insubri erano popolazione celtica che occupava un territorio più vasto dell’attuale, tra il Po e i laghi prealpini a partire dal IV secolo e definizioni scientifiche recenti definiscono l’Insubria come il territorio in cui prevale il dialetto lombardo occidentale, che viene chiamato per questo motivo dialetto insubre.
In epoca contemporanea il termine è spesso percepito in modo più ristretto a indicare il territorio della comunità di lavoro transfrontaliera Regio Insubrica, “Euroregione” istituita nel 1995 tra le province di Varese, Como, Verbano Cusio Ossola e il Canton Ticino, ovvero la regione dei laghi a cavallo fra la Svizzera e l’Italia dove si parla la lingua italiana e il dialetto insubre. Recentemente la Regio si è allargata ai territori delle province di Novara e di Lecco. «La Regio Insubrica non è un’invenzione – ha dichiarato il neo presidente Dario Galli – ma una realtà istituzionale che recupera la storia e rappresenta la realtà di come stanno le cose veramente. I territori che compongono la Regio formano un contesto che per bellezze naturali e architettoniche e per ricchezza e capacità imprenditoriale hanno pochi eguali al mondo. Stiamo parlando di una porzione di territorio omogenea sotto il profilo socio economico. In tutta la Regio parliamo la medesima lingua, ci accomuna la medesima organizzazione sociale e c’è continuità anche sotto il profilo economico e imprenditoriale. Non lo scopro certo io che l’Europa e, credo il mondo, guardi con interesse alle nostre capacità imprenditoriali. C’è però una differenza a livello di legislazione tra il Canton Ticino e le Province italiane. Il Cantone infatti ha competenze decisionali importanti, mentre in Italia, le Province hanno competenze importanti, seppur limitate rispetto al Cantone appunto. L’auspicio è che in futuro si possa giungere a una conformazione politico amministrativa differente e più simile a quella elvetica, anche da noi. In tal senso il percorso è già stato avviato». Galli ha poi concluso l’intervento spiegando che «ora che la Regio Insubrica è una realtà riconosciuta, occorre ridare a questa istituzione un rinnovato impulso. Nel futuro immediato quindi dovremo lavorare per sottolineare e approfondire l’identità culturale che ha origini profonde e sta alla base di questo legame e dobbiamo lavorare affinché tutti possano cogliere la profondità di questa istituzione mettendo in campo una serie di progetti».

Ferruccio Calegari