I canottieri romani all’Angelus di Papa Benedetto XVI
I canottieri romani all’Angelus di Papa Benedetto XVI
ROMA, 24 febbraio 2013 – Un fiume in piena ed un manipolo di canottieri e canoisti hanno salutato Papa Benedetto nell’ultimo Angelus del suo pontificato. Sicuramente si voleva fare molto di più, ma le piogge incessanti dei giorni scorsi hanno regalato una domenica 24 febbraio con una piena di tutto rispetto. Non tutti i canottieri romani hanno potuto partecipare poiché non era possibile accedere ai propri galleggianti, ma alle 12,00 (l’ora della preghiera) in tutti c’era la voglia di esserci.
Il canottaggio italiano è tante cose, ma sa sempre ritrovarsi nei momenti che contano con la passione genuina di uno sport che vive di natura e di storia. Vivere la storia e l’amicizia è stata la motivazione principale che ha spinto alcuni ardimentosi a sfidare la corrente per arrivare e sostare presso il luogo simbolo della cristianità. Ascoltare l’eco delle parole del Pontefice dal fiume è stato emozionante: “per me che vivo da tanto tempo il fiume sono momenti particolari, di risonanza mondiale – afferma Dario Fogo portacolori del CC Tirrenia Todaro – ed essere testimone qui a Roma con il mio equipaggio, con i colori del mio circolo, è certamente un fatto che rimarrà nella mia memoria“.
Ma nelle parole dei partecipanti c’è stato spazio anche per considerazioni sulla scelta di Papa Ratzinger. Paolo Bartoletti, presidente dello stesso CC Tirrenia Todaro, è sulla stessa lunghezza d’onda: “Diciamo che è stato un tributo che canottieri e canoisti hanno voluto dare se non altro per un gesto che non ha uguali nella storia recente e in questo la rinuncia ad un potere è un esempio di onestà intellettuale. Forse dovrebbe essere di spunto per tante persone in altri ambiti sociali. Noi romani siamo abituati alla presenza del Pontefice, però questa volta una profonda riflessione ci ha accompagnato per questo gesto che merita il massimo rispetto da parte di tutti”.
Sappiamo che il movimento master a livello nazionale è sempre molto sensibile non solo alla pratica agonistica del canottaggio, ma anche a ciò che è intorno al movimento remiero. Abbiamo visto questi atleti promuovere iniziative di solidarietà ed essere sempre i primi nel portare la bandiera dello sport che si fonda sulla solidarietà e sull’amicizia. Anche questa volta i “veterani” hanno dato il loro contributo. “L’iniziativa di partecipare all’Angelus di Papa Benedetto XVI – commenta Andrea Pinci organizzatore di numerose iniziative di incontro tra vogatori – è nata tra i master di Roma che volevano salutare il Santo Padre dopo la sua decisione di dimettersi. Egli è il Vescovo di Roma che ha lasciato il Soglio di Pietro per motivazioni che abbiamo intimamente compreso, il gesto è apparso come qualcosa di opportuno che noi abbiamo voluto condividere con il saluto dal Tevere. Lo spirito che ci ha animato è quello solito che guida le nostre scelte di canottieri: l’amore per il fiume, oggi particolarmente ricco d’acqua per una piena ragguardevole a 9 metri sullo zero di Ripetta. Sotto Castel S. Angelo, poi, si provano sempre bellissime emozioni, con la forte motivazione che ci animava e con quella particolare luce delle giornate in cui il Sole riesce nuovamente a farsi vedere dopo un periodo di pioggia. Sono sensazioni particolari. Papa Benedetto è stato un Papa molto razionale, però, giustamente anche rivolto alla verità e allo spirito di servizio“.
Clicca per una galleria di FOTO della giornata















