Addio a Francesca, chiusa in un abbraccio mortale dal fiume che amava e da cui si stava proiettando verso importanti traguardi
Addio a Francesca, chiusa in un abbraccio mortale dal fiume che amava e da cui si stava proiettando verso importanti traguardi
MILANO, 28 aprile 2013 – Quando un incidente toglie la vita ad uno sportivo è certamente un dolore per tutti, a prescindere da chi sia la persona o quale sport pratichi. Se poi è una ragazzina, 13 anni, giovane promettente, il dolore è ancora maggiore. Venerdì nelle vicinanze di Brescia, a Palazzolo sull’Oglio, Francesca Belotti promettente canoista, durante un allenamento è andata a “incravattarsi” contro il pilone del Ponte Romano malauguratamente dopo un rovesciamento e prima di riuscire a risalire con l’eskimo. Immediato l’intervento degli amici del Kayak Club Palazzolo, che ha sede proprio nella zona, ma nonostante l’impegno di una decina di persone per togliere la barca dall’abbraccio mortale provocato dalla corrente contro il ponte, c’è voluto del tempo a risolvere l’impasse e restare sott’acqua per oltre 10′ come riferiscono le cronache ha generato gravissime conseguenze. L’immediato intervento con il defibrillatore pareva avere dato risultati positivi, ma al successivo ricovero all’ospedale non è purtroppo seguito un miglioramento e alla sua voglia di vivere è seguito il dolore.
Al telefono con Gianni Camossi, per anni organizzatore anche delle regate di canottaggio di Idroscalo Club e tra i fondatori del Kayak Club Palazzolo, personaggio di grosso spessore e che per un tracciamento di corsia ai campionati di canottaggio all’Idroscalo ebbe a subire l’amputazione di un dito impigliato nelle funi e che allora sopportò stoicamente l’incidente, parlando della giovane Francesca ho percepito tutta l’emozione e il dolore che può provare un dirigente sportivo in simili circostanze. Ogni disciplina sportiva nelle sue varie specializzazioni esprime dei valori, valori che nascono dalla passione dei giovani e si proiettano verso traguardi a volte lontani, frutto di tanto impegno e con la soddisfazione di ricever una stretta di mano ed una medaglietta ogni ragazzo, ogni atleta insiste sulla linea dell’impegno e del sacrificio, che non è rischio. Pur se la fatalità a volte in agguato nei momenti più impensati può pesare anche sulle attività sportive che normalmente si svolgono in tranquillità e sicurezza. E penso di poter cogliere il pensiero degli amici canottieri nell’esprimere solidarietà e amicizia ai “cugini” canoisti di Palazzolo, con un fraterno pensiero di condoglianze alla famiglia di Francesca.
Ferruccio Calegari















