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Zileri&Carcano, uomini dell’University of Washington

lunedì 14 Luglio 2014

Zileri&Carcano, uomini dell’University of Washington

ROMA, 15 luglio 2014 – In comune hanno età, classe 1994, due medaglie d’oro ai Mondiali, la doppietta iridata Junior sull’otto nel 2011 e nel 2012, e la fruttuosa esperienza americana: entrambi iscritti alla University of Washington, a Seattle, dove hanno vinto i campionati americani sull’otto.
Stiamo parlando di Guglielmo Carcano e Pietro Zileri: il primo dalla SC Moltrasio, il secondo dalla SC Firenze, sono entrambi in raduno a Varese, dove stanno preparando i Campionati Mondiali Under 23, in programma proprio sulla Schiranna l’ultimo weekend di luglio. Sono loro i protagonisti di questa intervista doppia.
 

 

Come procede questo raduno?

Pietro: “Due test, e mi sembrano già abbastanza, e il giorno dopo le prove sul quattro senza!”

 

Guglielmo: “Bene. E duramente. Ma lo sapevamo dall’inizio: pronti via e subito due test e uscita in barca!”.

Siete in camera insieme?

Pietro: “Io con Mansutti e Brezzi  (entrambi CC Saturnia, ndr)”.

 

Guglielmo: “No. Io sono con Matteo Borsini (SC Limite, ndr) e Fabio Vigliarolo (SC Lario, ndr)”.

Pietro, un difetto di Guglielmo.

  Guglielmo, un difetto di Pietro.

Pietro: “Studia troppo, ma non capisce nulla”.

 

Guglielmo: “Non studia. Mai”.

Pietro, un pregio di Guglielmo.

 

Guglielmo, un pregio di Pietro.

Pietro: “E’ bravo a stimolarmi sullo studio”.

 

Guglielmo: “(ci pensa…) Supporto sentimentale”.

Chi ha imparato meglio l’inglese?

Pietro: “Io lo parlo meglio di lui ma lui capisce meglio di me”.

 

Guglielmo: “Pietro si butta di più, e poi è più stimolato al dialogo, essendo il suo armadietto insieme a quello dei grandi”.

   

Guglielmo: “Uno capisce l’altro risponde”.

Pietro, perché devi ringraziare la Firenze.

 

Guglielmo, perché devi ringraziare la Moltrasio.

Pietro: “Per me Firenze significa molto Luigi De Lucia, e sono rimasto impressionato da come una volta rientrato dagli States mi abbia riaccolto come parte integrante della squadra”.

 

Guglielmo: “Perché ancor più oggi mi rendo conto degli sforzi che un piccolo paese del lago di Como ha fatto e fa per i suoi atleti”.

Definisci con un aggettivo il canottaggio americano.

Pietro: “Competitivo”.

 

Guglielmo: “Stimolante”.

Meglio vincere il campionato americano o l’assoluto in Italia?

Pietro: “Meglio l’assoluto in Italia, così posso dire di aver vinto al top in due Paesi”.

 

Guglielmo: “L’Italia è il mio Paese, non avendo mai vinto un campionato italiano, dico l’assoluto. E poi battere Pietro non mi dispiacerebbe”.

Pietro, ti sembra normale che Guglielmo non abbia mai vinto un italiano?

 

Guglielmo, ti sembra giusto che Pietro ne abbia vinti così tanti?

Pietro: “Vedendo come voga direi di si”.

 

Guglielmo: “Con la fortuna che ha la Firenze…”.

Cosa vi aspettate da questo Mondiale.

Pietro: “Mi aspetto di essere competitivo e che i miei compagni lo siano quanto me”.

 

Guglielmo: “Ci crediamo tanto, in casa ha un altro sapore, sentiamo una grossa responsabilità”.

Che barca vorreste fare?

Pietro: “Vorrei continuare il progetto del quattro senza iniziato l’anno scorso. Mi trovo bene e in quella barca sento di esprimermi come più mi piace”.

 

Guglielmo: “Vorrei far barca con Pietro, indipendentemente dalla specialità, perché dopo questo percorso insieme mi farebbe piacere continuare”.

Chiudiamo con il vostro sogno da canottiere.

Pietro: “La stessa cosa. Però sull’altra ammiraglia, così per chiarire una volta per tutte che non è questione di fortuna…”.

 

Guglielmo: “Dire che vorrei vincere o partecipare a un Olimpiade per un atleta è banale, perciò rispondo partecipare ad una Oxford-Cambridge.

Dark blue e light blue. Due colori che messi insieme fanno comunque l’azzurro Italia. Quello che Guglielmo e Pietro vogliono rappresentare con successo a Varese, e in futuro.