Mondiali Under 23. Le dichiarazioni dei protagonisti
Mondiali Under 23. Le dichiarazioni dei protagonisti
ROTTERDAM, 25 agosto 2016 –
QUATTRO DI COPPIA PESI LEGGERI FEMMINILE
Giorgia Lo Bue (SC Palermo, capovoga): “Questa era una finale per niente scontata, sapevamo che le aspettative erano alte, fortunatamente siamo state brave a non deluderle. E’ stato un raduno duro, ci sono stati momenti di difficoltà, ma ce l’abbiamo fatta. Devo salutare Nicole Sala, per me è stato come se fosse stata in barca con noi, siamo state in cinque a raggiungere questa medaglia. Ringrazio poi il mio allenatore Benedetto Vitale, i miei genitori che riescono a sopportarmi anche nei momenti più difficili, mia sorella e il mio fidanzato”.
Allegra Francalacci (SC Pontedera, secondo carrello): “Ringrazio il mio allenatore Leonardo Pettinari, a cui devo molto. Sono contentissima, è il mio primo Mondiale vinto e non ho parole per descrivere la sensazione che sto provando”.
Asja Maregotto (SC Padova, terzo carrello): “Siamo partite abbastanza piano, eravamo indietro e davanti andavano forte. Però abbiamo tirato fuori il meglio di noi, vincendo questa medaglia d’oro. E’ stato tutto bellissimo, è difficile descrivere a caldo tutto questo”.
Paola Piazzolla (VVF Billi, quarto carrello): “Ancora non riesco a credere a questa impresa. Questa vittoria non è solo mia, poiché senza la borsa di studio ottenuta attraverso l’interessamento della Federazione Italiana Canottaggio, che ringrazio di cuore perché mi ha permesso di continuare lo studio e ad allenarmi ad alto livello, non ce l’avrei fatta a salire sul podio. Questa medaglia la dedico anche al mio allenatore a Pisa, Leonardo Antonini, e poi a Cosimo Cascella, che mi ha sempre allenato a Barletta nella mia società natale. Ringrazio mia mamma, i miei nonni, tutti coloro che mi hanno sempre seguita e faccio una dedica particolare alla mia Barletta”.
DUE SENZA FEMMINILE
Ludovica Serafini (CC Aniene, capovoga): “Eravamo focalizzate solo su di noi, e siamo riuscite ad andare oltre noi stesse. Eravamo al top mentalmente ma non fisicamente, io soprattutto visti dei problemi a un dente e qualche linea di febbre nei giorni scorsi. Però nonostante tutto siamo riuscite a concentrare le energie solo sulla nostra prestazione e a raggiungere quello che per noi è sempre stato l’obiettivo primario dell’intera stagione”.
Carmela Pappalardo (CC Aniene, secondo carrello): “E’ stata una bella gara sin dall’inizio, dopo la partenza siamo scese sul passo trovando subito quello giusto. Poi ogni 500 metri, come ad ogni nostra gara, chiamavo dei via e pur vedendo le altre avanti mi rendevo conto che noi eravamo sempre lì. Ci abbiamo credevamo, e lo abbiamo fatto fino alla fine, quando in chiusura ho gridato a Ludovica di chiudere come il quattro senza bronzo olimpico. E’ servito, questa è una bellissima medaglia”.
QUATTRO CON
Leonardo Pietra Caprina (SC Firenze, capovoga): “E’ stata dura, soprattutto in partenza visto che siamo usciti indietro rispetto agli altri dai blocchi. Poi ci siamo rilassati e sul passo la barca ha ripreso a camminare, e quando siamo riusciti a rientrare le gruppo ci siamo gasati, e siamo partiti arrivando a conquistare questo argento”.
Leonardo Calabrese (Tevere Remo, secondo carrello): “Siamo stati protagonisti di una gara molto difficile, anche perché dopo il via eravamo dietro, però volevamo una medaglia a tutti i costi, e nella seconda parte di gara abbiamo dato il massimo per ottenerla. Peccato aver lasciato scappare la Nuova Zelanda, ma questa è comunque una bellissima medaglia d’argento”.
Filippo Mondelli (Moltrasio, terzo carrello): “E’ stata una gara bellissima, eravamo attardati ma poi sul passo Leonardo, il capovoga, è stato eccezionale e ci ha riportati sotto. Sono stati bravi loro, lo scorso anno a Plovdiv la spuntammo noi per ancora meno decimi, quest’anno è toccato a loro. E’ un successo di squadra questo, ho dei compagni eccezionali che ringrazio. Questa medaglia è per la mia famiglia, per i miei nonni che non ci sono più e per il mio allenatore Alberto Tabacco, a cui devo tutto e che non sta passando un buon periodo”.
Raffaele Giulivo (Marina Militare, quarto carrello): “Sono soddisfatto, perché questa è una medaglia cercato per l’intero corso della stagione. Siamo partiti non bene, e già ci davano per spacciati e invece con grande caparbietà siamo rientrati, perché questa è una medaglia alla quale tenevamo molto e che meritavamo di vincere. La dedico a mio nonno, che se ne è andato da poco”.
Giorgio Crippa (Moltrasio, timoniere): “La partenza non è andata bene, e c’è un po’ di rammarico perché se fossimo partiti meglio, chissà. Sul passo invece siamo andati bene, il fatto che gli altri fossero davanti non ci ha intimoriti, anzi sul passo andavamo veramente bene e infatti siamo arrivati fino al secondo posto. Con la Nuova Zelanda ora nel quattro con siamo uno a uno, magari l’anno prossimo ci sarà una bella”.
QUATTRO DI COPPIA PESI LEGGERI MASCHILE
Gabriel Soares (Marina Militare, capovoga): “Abbiamo fatto il nostro sin dall’inizio, sapevamo che potevamo provare a prendere una medaglia, abbiamo dato tutto ed è andata. Ringrazio il mio allenatore e mia mamma, che mi sopporta in qualunque momento. Poi voglio salutare anche Bellagio, il mio paese dove ho iniziato a fare canottaggio”.
Davide Magni (Canottieri Gavirate, secondo carrello): “Mi aspettavo di più, ma sono abbastanza soddisfatto. Non lo sono del tutto di come sia andata la gara anche se questa medaglia di bronzo è bellissima, ma lo sono al 100% dei miei compagni di barca, sono stati straordinari e sono orgoglioso di aver remato con loro arrivando a raggiungere questo risultato”.
Edoardo Buoli (CUS Pavia, terzo carrello): “La Gran Bretagna che ha vinto l’oro era un equipaggio superiore, ma anche la Germania era molto forte. Noi abbiamo fatto il massimo, i sei centesimi che ci hanno separato dai tedeschi dispiacciono naturalmente, ma noi abbiamo dato tutto ciò che potevamo dare. Probabilmente il fatto che in questo Mondiale abbiamo vinto batteria e semifinale senza bisogno mai di chiudere ha avuto un peso in una finale tirata fino all’ultimo come è stata questa”.
Alfonso Scalzone (RYC Savoia, quarto carrello): “Siamo partiti bene, eravamo in gruppo e solo Gran Bretagna e Germania sono scappati leggermente. A metà gara abbiamo chiamato un cambio di marcia per restare attaccati agli inglesi che però sono riusciti a scappare, mentre in chiusura la Germania ci ha beffati di un niente. Va bene così, questo bronzo è una sensazione stupenda”.















