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Leonardo Calabrese e Giovanni Balboni: una stagione in agrodolce

martedì 5 Gennaio 2016

Leonardo Calabrese e Giovanni Balboni: una stagione in agrodolce

ROMA, 05 gennaio 2016 Lapo Londi (SC Limite), Leonardo Calabrese (Tevere Remo), Giovanni Balboni, Riccardo Peretti (CUS Ferrara) ed il timoniere Francesco Tassia (CRV Italia), sono loro gli azzurri che all’europeo junior di Racice hanno conseguito, nella specialità del quattro con, il massimo riconoscimento. Tra questi cinque atleti Giovanni Balboni e Leonardo Calabrese hanno risposto alle domande e quindi vi proponiamo la loro intervista: “All’inizio dell’inverno ho avuto un piccolo infortunio e la convocazione non me l’aspettavo – incomincia Giovanni – E’ stata una bella sorpresa. Quando siamo andati a Piediluco per la preparazione prima della partenza ero davvero carico anche perché la barca mi piaceva molto. Per quello che riguarda la finale posso dire di aver realizzato quello che stavo per affrontare solo poco prima di scendere in acqua. Per quanto possibile, in partenza, ho cercato di mettere da parte la paura, facendo finta che fosse una gara normale. Siamo partiti molto forte perché sapevamo che gli altri avevano un ottimo sprint iniziale. Siamo stati testa a testa fino ai 500 metri, poi gli altri hanno iniziato a cedere mentre noi abbiamo tenuto il passo, chiudendo in prima posizione. Sicuramente quello che ha fatto la differenza è stato innanzitutto l’allenamento. Noi eravamo più preparati fisicamente. E poi è stato fondamentale l’assieme che abbiamo maturato durante il raduno.

Per quello che riguarda l’impegno di Rio de Janeiro, lo stesso Balboni afferma: “Il Mondiale invece, purtroppo, non è andato così bene. Sul traguardo siamo arrivati praticamente tutti insieme. Quando abbiamo realizzato che eravamo arrivati quarti, c’è stato soprattutto dispiacere. Noi abbiamo avuto la sfortuna di aver preparato l’imbarcazione in pochi giorni perché la formazione finale dell’otto l’abbiamo definita solo una settimana prima del mondiale. Sono sicuro che con più tempo a disposizione saremmo riusciti a limare quel gap che ci ha separato dal podio. Di positivo però c’è da dire che questo quarto posto è comunque una spinta a fare di più. Colgo l’occasione, in chiusura per ringraziare l’allenatore Gabriele Braghiroli che, come atleta, mi ha consentito di fare un salto di qualità. Poi la mia società, il CUS Ferrara e la Federazione Italiana Canottaggio che, portando una squadra più ampia, ci ha permesso di provare l’emozione del campo olimpico di Rio”.

Leonardo Calabrese, invece, resta più critico rispetto alla scorsa annata: “Nonostante sia contento del risultato ottenuto all’Europeo, complessivamente non posso parlare di una stagione soddisfacente. Sinceramente aspiravo a qualcosa di più, soprattutto per quello che riguarda il Mondiale perché comunque quest’anno eravamo un otto molto competitivo. Di questo ci eravamo convinti alla luce dei tempi ottenuti. Anche in qualificazione, pur essendo partiti con qualche problema, sul passo abbiamo macinato parecchio e nella seconda parte di gara, quando siamo riusciti a metterci bene assieme, abbiamo recuperato e concluso mettendo dietro gli Stati Uniti. Però in finale non siamo riusciti a trovare quella stessa compattezza ed assieme. In altre parole non siamo riusciti a esprimere quello che volevamo. Poi c’è da dire che il mio personale obiettivo era migliorare il risultato dell’anno precedente. Ad Amburgo infatti era stato un bronzo un po’ amaro per via delle condizioni del lago”.

Relativamente a questa stagione invece, Leonardo asserisce: “Sono partito col piede giusto. In allenamento, in accordo con Agostino (Abbagnale ndr), abbiamo deciso di sostituire la corsa con la bicicletta, un’attività per me più idonea. Alterno così bici e remoergometro e i risultati si stanno facendo apprezzare. Proprio nei giorni scorsi ho fissato un nuovo record del mondo sul remoergometro sulla distanza dei 5000 metri junior e sto aspettando che venga ufficializzato. Questo a testimonianza che il lavoro che stiamo portando avanti sta funzionando. Sono consapevole del fatto che quest’anno dovrò fare il salto di qualità perché sono passato alla categoria Under 23, che è molto più impegnativa. A livello Under 23 o hai i valori adeguati oppure non riesci a entrare in squadra. Per ora comunque mi sto allenando bene e sono fiducioso”.