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Intervista a Massimiliano d’Ambrosi, Presidente Comitato FIC FVG

giovedì 20 Giugno 2019

Intervista a Massimiliano d’Ambrosi, Presidente Comitato FIC FVG


TRIESTE, 20 giugno 2019 – Una regione, il Friuli Venezia Giulia, che concepisce il canottaggio a 360°, e con chi trarre le prime considerazioni di questo sfavillante 2019, se non con il vulcanico Presidente del Comitato della Federcanottaggio, Massimiliano d’Ambrosi:

Un’annata già prodiga di risultati per le società e gli atleti regionali. Quali le considerazioni sui risultati fin qui ottenuti?
“Le nostre Società hanno iniziato con il piede giusto anche la stagione 2019. Sono diversi gli atleti e/o gli equipaggi che si sono tolti già belle soddisfazioni, penso ai singolisti della Pullino Serafino e Chersi, al folto gruppo under14 della Ginnastica Triestina, alle juniores del Saturnia che, nonostante il passaggio di categoria, si stanno riconfermando ai vertici in Italia, alla Nettuno che dopo un paio d’anni è tornata alla conquista di un titolo italiano, alla Buttignon (Timavo) e Corazza (Ausonia) entrambe sul podio Europeo, rispettivamente assoluto e juniores, ad un interessante gruppo ragazzi della Canoa San Giorgio, alla Gnatta che, per i colori della Lignano, ha raggiunto la finale ai due Meeting Nazionali, senza scordare delle buone individualità, soprattutto nelle donne, anche per Adria e Trieste, e negli under 14 per il Circolo Marina Mercantile. Unica nota stonata forse l’assenza in attività, anche quest’anno, del DLF Trieste e della San Marco”.

Se parliamo dello sport al massimo livello, i Giochi Olimpici, c’è la speranza di vedere qualche atleta della nostra regione a Tokio 2020?
“La speranza deve esserci sempre e mai come negli ultimi anni sembrano anche esserci le carte in regola perchè dopo Riccardo Dei Rossi, ormai troppi anni fa, un altro atleta regionale possa vestire la Maglia Azzurra ai Giochi Olimpici. Non sarà semplice, in quanto la concorrenza, sia internazionale per qualificare l’imbarcazione, che interna per aggiudicarsi un carrello, è numerosa e qualificata. Dovrei seguire la scaramanzia, ma non posso esimermi da un grosso in bocca al lupo a Simone Martini e Stefania Buttignon e, perchè no, qualcun altro, di potersi giocare da qui a Tokyo tutte le loro carte. Una cosa è certa: l’impegno e la costanza non mancano di certo a nessuno dei nostri atleti!”

Molto diffuso, da Muggia a Lignano, il canottaggio scolastico. Che cosa si è fatto e che cosa c’è ancora da fare in questo campo?
“La sinergia con le Istituzioni scolastiche è importante e senza quella non si potrebbero ottenere i numeri che anche quest’anno hanno caratterizzato sia il campionato regionale indoor, che quello in barca, tradito solo dal maltempo, ma che ha visto registrare il record di partecipanti con oltre 250 alunni/vogatori, parte dei quali provenienti anche dal Veneto. E le ragazze dell’Istituto di via Commerciale sono state poi splendide protagoniste anche alla Festa Nazionale dello Sport Scolastico. Un lavoro capillare da parte delle Società che dura praticamente tutto l’anno scolastico e che vede, proprio in questi giorni, la partecipazione di diversi studenti che hanno conosciuto il canottaggio a Scuola, ai corsi di avviamento al canottaggio estivi organizzati presso tutti i nostri Club”.

Le gare Special Olympics si sono ritagliate uno spazio tutto loro, e l’entusiasmo di atleti e delle loro famiglie ne è una prerogativa. Quale l’importanza di questa categoria per il nostro sport?
“La partecipazione degli Special Olympics a sempre più eventi anche per i normodotati è un impegno che ci siamo presi da diversi anni, anche per dare la possibilità di far emergere quel grande lavoro portato avanti da più di un decennio dalla Canottieri Adria e che non trova gli spazi adatti per farsi apprezzare nella nostra Regione e vedeva costretti questi atleti ad emigrare sempre in altre parti d’Italia per potersi confrontare con i pari categoria di altre Società. Da oramai quattro anni la Regata Nazionale Special Olympics organizzata a Trieste ha invece invertito il flusso, portando a Trieste decine di “atleti speciali” da Roma, Torino, Firenze e La Spezia, in una manifestazione che ha sempre trovato il grande apprezzamento da parte di tutti i partecipanti. E l’appuntamento per il 2019 è già fissato per il 22 e 23 giugno”.

La rappresentativa regionale rappresenta un fiore all’occhiello di questo Comitato. Quali i prossimi impegni della squadra giallo/blù?
“Abbiamo sempre investito e creduto molto nel valore della rappresentativa regionale, ben organizzata dalla nostra Commissione Tecnica diretta da Stefano Gioia con i collaboratori Massimiliano Candotti e Flavio Mosetti ed il supporto del nostro Consigliere Michele Brugnera. Gli appuntamenti clou dell’annata devono ancora arrivare, per ora ci siamo già tolti grandi soddisfazioni ai Meeting Giovanili e soprattutto ai Croatia Open di Zagabria, nonostante l’annata della categoria cadetti sia meno numerosa delle precedenti. Da settembre inizierà un tour de force con il Trofeo delle Regioni, l’Esagonale, dove porteremo la rappresentativa a partecipare anche alla regata regionale di Bardolino ed il Match Trieste-Zagabria, tutti appuntamenti dove puntiamo ad un solo risultato, il primo posto!”

Il Coastal Rowing ha accusato una battuta d’arresto con un mondiale 2020 che sembrava già acquisito, questo non per colpa di dirigenti e società che per mesi si sono impegnati nella candidatura di Trieste mondiale. Ci sarà un seguito?
“La corsa per la candidatura al Mondiale del 2020, cui ho partecipato più da spettatore che da parte attiva, in quanto il grande merito va alla squadra messa assieme in breve tempo dal Circolo Canottieri Saturnia, è stata certamente entusiasmante ed ha portato, credo non solo in questo gruppo, la consapevolezza che le nostre Società ed i nostri Dirigenti sono all’altezza per organizzare grandi eventi nella nostra Regione, cosa per altro già avvenuta anche negli anni passati, seppure questo Mondiale sarebbe potuta essere certamente una ciliegina sulla torta ed un riconoscimento per il valore dei risultati ottenuti dai nostri “coastaler” a tutte le precedenti edizioni del Mondiale. E non dimentichiamoci che dopo la prima assoluta dello scorso anno, a dicembre le acque del golfo ospiteranno nuovamente l’evento di Coastal Rowing organizzato dalla Ginnastica Triestina. Purtroppo il continuo aumento di complicazioni e burocrazia a cui veniamo sottoposti, sia da parte della politica, che dalle istituzioni sportive, ha ormai ridotto il ruolo del Dirigente sportivo a quello di un “volontario” (e sottolineo le virgolette) al quale viene chiesto di farsi carico di sempre maggiori responsabilità e compiti, senza averne spesso le competenze, per il quale non si prevede di formarlo, ma rinfacciandogli, spesso anche penalmente, qualsiasi suo errore o leggerezza. Tutto ciò ci sta creando un evidente scoramento e perdita di entusiasmo, in quanto si è sempre più impegnati a produrre “carte”, che a poter lavorare sulla nostra progettualità. In estrema sintesi non ci stiamo divertendo più. Ritengo che il mondo della politica e chi tiene le redini del mondo sportivo ad alto livello, debbano il prima possibile ricordarsi che noi siamo tutti dei volontari e che la situazione attuale non è più sostenibile e sta ormai implodendo. Od in alternativa, essendo oramai certe professionalità richieste e necessarie, è giusto che vengano altresì riconosciute, anche economicamente”.

Maurizio Ustolin