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Europeo di Duisburg 2020: un argento per ripagare una stagione di sacrifici

lunedì 4 Gennaio 2021

Europeo di Duisburg 2020: un argento per ripagare una stagione di sacrifici


ROMA, 04 gennaio 2021 – Continuiamo a trattare quanto avvenuto di positivo lo scorso anno parlando di un’altra preziosa medaglia conquistata all’Europeo Under 23 di Duisburg ed arrivata dal quattro senza femminile, imbarcazione composta da Khadija Alajdi El Idrissi (CUS Torino), Benedetta Faravelli (Carabinieri), Veronica Bumbaca (CUS Torino), Giorgia Pelacchi (Fiamme Rosse). Le azzurre, infatti, al termine di una finale con chiusura al cardiopalmo, sono riuscite a mantenere alle loro spalle le vogatrici olandesi, andando addirittura a insidiare l’audace marcia della Romania, purtroppo senza successo. Argento quindi per l’armo italiano, che in realtà è stato un po’ una scommessa, come ci spiega Benedetta: “La preparazione, svolta presso il centro remiero di Pusiano, si è tenuta nel migliore dei modi, soprattutto grazie all’organizzazione che ha provveduto ad ogni nostra esigenza e ci ha consentito di lavorare al meglio.


Relativamente alla barca, noi quattro ci siamo trovate bene sin dalla prima uscita, tanto che abbiamo poi mantenuto quella formazione. Inizialmente l’idea era quella di farci gareggiare in quattro con. Poi però in allenamento abbiamo fatto dei buoni tempi in quattro senza. A quel punto i tecnici ci hanno chiesto se volevamo rischiare, affrontando proprio in quattro senza l’Europeo. Abbiamo rischiato ed è andata bene. Sono particolarmente contenta anche perché questo per me era l’ultimo anno nella categoria Under 23. In undici anni di canottaggio questa medaglia è stata la conquista più bella, una vera vittoria. È stata la gratificazione per un anno di fatica, sacrifici e difficoltà. E la vera soddisfazione è stata la scoperta di questo equipaggio. Tutte noi abbiamo condiviso la voglia di raggiungere l’obiettivo e questo è stato veramente qualcosa di magico. Non cambierei una sola cosa del percorso fatto con loro”.


Prospettiva senior anche per Giorgia, che, con Benedetta, condivide l’entusiasmo per il podio: “Intanto voglio sottolineare che il risultato non era per nulla scontato, visto l’alto livello che ormai si è raggiunto in questa specialità. Ad ogni modo, la medaglia è stata importante per diversi aspetti. Intanto era il mio ultimo anno in Under 23 e portare a casa una medaglia era la cosa che volevo di più per chiudere al meglio la categoria. L’aver vinto in quattro senza, poi, è stato un ulteriore motivo di gioia: parliamo infatti di una specialità olimpica, oltre che di una barca a cui sono particolarmente legata per il mio trascorso. Altra soddisfazione è stata salire sul podio con questo equipaggio: ragazze meravigliose che, oltre ad essere ottime compagne di barca, sono anche grandi amiche.


Con Khady avevo già gareggiato assieme nel 2016 sull’otto e avevamo vinto la medaglia di bronzo, è stato bello riaverla in barca. Veronica è stata una scoperta! È la prima volta che facevo barca con lei ed è stato molto divertente. Con Benedetta è un po’ diverso, conquistare una medaglia con lei è un emozione senza eguali. Nel corso degli ultimi due anni infatti abbiamo condiviso lo stesso percorso, fatto di gioie e dispiaceri. E questa medaglia è stata la nostra ciliegina sulla torta che ci ha permesso di coronare il nostro percorso tra le Under 23. Per entrambe è stata anche un po’ un rivincita personale. Insomma, questa unica medaglia mi ha ripagato l’intero anno di sacrifici, una sola gara ha ribaltato le sorti di un’intera stagione! Spero infine che questa medaglia sia un punto di partenza per i futuri impegni che mi porteranno a gareggiare nella categoria Senior”.


E chiedendo a Khadija cosa, invece, rappresentasse per lei questa medaglia, la risposta è netta: “Una rivincita – e aggiunge l’atleta torinese – il 2019 infatti era stato il mio primo anno senza maglia azzurra. Essere riuscita a partecipare al raduno, ma sopratutto aver avuto l’occasione di gareggiare in una delle specialità più competitive in barca con delle persone fantastiche e salire sul podio, è stata una grande soddisfazione. Con le mie compagne ci siamo subito trovate, anche perché personalmente avevo condiviso già alcune esperienze con ciascuna di loro: Veronica Bumbaca è la mia compagna di società, con Giorgia Pelacchi ho condiviso la mia prima esperienza internazionale junior nel 2016 e con Benedetta Faravelli avevo vissuto già alcuni raduni.


Credo che uno dei nostri punti di forza fosse proprio il fatto che andassimo molto d’accordo, eravamo in sintonia e soprattutto, in ogni uscita in barca, ci divertivamo tantissimo. Dopo che è stata definita la formazione ufficiale, le aspettative erano alte. Ero molto determinata e sapevo che insieme saremmo riuscite a fare qualcosa di importante, però allo stesso tempo sapevamo che era una delle specialità più competitive e che le avversarie sarebbero state altrettanti forti”. Per quanto si possa far bene in allenamento, non si ha mai la piena consapevolezza del valore della propria barca finché non si saggiano con mano le avversarie. L’odore del podio però, per le atlete del quattro senza, si è fatto sentire quasi subito, come spiega Veronica:


“Il momento in cui ho realizzato davvero che eravamo un equipaggio valido e che, quindi, avremmo potuto prendere una medaglia, è stato dopo le batterie. Sin dagli ultimi giorni del raduno avevamo fatto una sorta di scaletta degli equipaggi più forti, che sono quelli con cui abbiamo gareggiato la prima giornata. Una volta battuti due di quelli, ci siamo accorte che potevamo essere una barca da podio, ed è stata una grande soddisfazione. Abbiamo infatti lavorato tutti i giorni, fin dall’inizio, mettendo sempre il massimo di noi stesse, ma soprattutto divertendoci. Abbiamo costruito questo risultato palata dopo palata, migliorando giorno dopo giorno e lo abbiamo fatto ridendo, non c’è mai stato un giorno in cui non ci siamo divertite. Credo che questo sia stato il nostro vero punto di forza”.