Giacomo Perini: “La notte ha smesso di far paura”
Giacomo Perini: “La notte ha smesso di far paura”

Il mondo sportivo e gli atleti che lo animano spesso ci regalano storie di vita straordinarie, i cui insegnamenti potrebbero aiutarci a costruire una società migliore. Nello specifico parliamo di Giacomo Perini, oggi azzurro Pararowing, che dall’età di 18 anni è stato costretto ad affrontare un vero e proprio dramma. La storia di Giacomo è oggi riportata sul suo libro “La notte non fa più paura”, disponibile dal maggio del 2021.

Giacomo infatti all’età di 18 anni è stato costretto a rimettere in discussione tutta la sua vita a causa di un osteosarcoma, un tumore maligno dell’apparato scheletrico: “Al tempo praticavo equitazione ed il mio obiettivo era affermarmi a livello agonistico in modo da far divenire quella che era la mia passione, il mio lavoro” spiega Giacomo. “Ovviamente l’impietosa sentenza riportata nella diagnosi mi impedì di perseguire quel sogno”.

Un momento arduo per un giovane pieno di speranze nel fiore degli anni. Ma il grande messaggio che porta la storia di Giacomo è che proprio le difficoltà a volte aiutano a tirare fuori capacità sconosciute: “Spesso si sente dire che le malattie siano una benedizione o cose del genere. Non sono d’accordo. Una malattia, come qualsiasi altra difficoltà, impone che la persona debba attingere a tutte le proprie risorse, scoprendone anche di ignote, per affrontare la situazione. E di forza ne occorre tanta di più quanto più è grande la difficoltà”.

E continua Giacomo: “Quindi la malattia non è qualcosa di positivo, ma quello che nasce dalla malattia può essere positivo. Nel mio caso in particolare ho dovuto abbandonare il sogno dell’equitazione ma ho scoperto il mondo del canottaggio, uno sport che mi ha dato tanto. Grazie al canottaggio oggi ho un obiettivo ben delineato davanti agli occhi e posso continuare a sognare”.

Un altro grande insegnamento Giacomo lo ha appreso durante il percorso terapeutico: “Ho dovuto imparare ad ascoltare il mio corpo per aiutare i medici nelle loro scelte. E questa capacità di ascoltarmi oggi è per me determinante negli allenamenti. Ascoltando il mio corpo infatti riesco ad affrontare la preparazione nel modo migliore”.

Veniamo ora agli impegni che attendono l’azzurro: “Sabato partiamo per il raduno. Quest’anno è particolarmente importante dal momento che si disputeranno le qualificazioni per Parigi. Da parte mia affronto la preparazione con grande entusiasmo, voglio mettercela tutta per poter ribadire i risultati dello scorso anno e possibilmente migliorarli. I raduni comunque sono stimolanti, confrontarmi con Giovanni (Santaniello ndr) e col resto della squadra è per me fondamentale per poter crescere”.















