Mondiali equipaggi Non Olimpici/Paralimpici. Le due finali azzurre
Mondiali equipaggi Non Olimpici/Paralimpici. Le due finali azzurre
Giornata di finali per la categoria degli equipaggi Non Olimpici e Non Paralimpici, con due barche che gareggiano per le medaglie. Si inizia con l’armo Pararowing che, per salire sul podio, deve vincere assolutamente, e poi con il singolo del recordman Torre che dovrà vedersela con Irlanda e Grecia per l’oro. Vediamo come sono andate le cose per i nostri colori:

FINALI
DUE SENZA PR3 MASCHILE: il due senza paralimpico di Zappa e Conti non lascia dubbi ai giapponesi prendendo subito il largo e piazzando, già a 500 metri iniziali, il distacco di 6.79 alla formazione nipponica destinata a non salire sul podio – per la regola internazionale in caso di due equipaggi in gara, solo chi vince viene premiato – e l’Italia vuole questa medaglia. Due ragazzi giovani che stanno crescendo agonisticamente: Igor Zappa ha appena diciassette anni, mentre Luca Conti ne ha 21 e sono il futuro del pararowing. I due azzurri vanno in progressione con distacchi ai 1000 metri sul Giappone di 13.56 e a 1500 di 19.59. Sul finale allungano ancora e vincono il titolo iridato per il quale si sono allenati e hanno avuto la fiducia dello staff tecnico sempre proiettato alla crescita del pararowing in Italia. 1. Italia (Igor Zappa-Moltrasio, Luca Conti-CR Lago di Pusiano) 7.29.26. 2. Giappone 7.57.19.

SINGOLO PESI LEGGERI NON OLIMPICO MASCHILE: sarà una gara che si dovrebbe regolare secondo pronostici tra tre nazioni: Italia, Grecia e Irlanda, con l’azzurro Torre che parte da detentore del record di specialità. Ed è con questa situazione che al rilevamento del primo intertempo in 95 centesimi ci sono la Grecia, prima, l’Italia, seconda, l’Austria, terza a sorpresa, e l’Irlanda, quarta. Una gara infermale dove sbagliare significa arrivare ultimo e dove gli allunghi si susseguono, tant’è che al passaggio di metà gara la situazione è completamente rovesciata con la Grecia sempre al comando seguita però dall’Irlanda che inizia a ricuperare, al terzo posto gli Stati Uniti e Niels Torre pericolosamente quarto. Al passaggio dei 1500 metri l’Irlanda è al comando davanti alla Grecia di 48 centesimi e alle sue spalle gli Stati Uniti, mentre l’Italia è ancora al quarto posto. La rabbia di Torre però fa sì che negli ultimi quattrocento metri aumenti il ritmo in maniera forsennata e ricupera sugli USA piazzandosi sul podio dietro a Grecia, seconda, e Irlanda, prima. Italia medaglia di bronzo. 1. Irlanda 6.49.68, 2. Grecia 6.51.90, 3. Italia (Niels Alexander Torre-Carabinieri) 6.52.64, 4. Usa 6.54.35, 5. Austria 7.04.62, 6. Messico 7.08.26.















