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“Generazione Canottaggio” –  Dalla Nazionale alla riabilitazione dei pazienti: l’impegno della dottoressa Alessandra Patelli

mercoledì 26 Febbraio 2025

“Generazione Canottaggio” –  Dalla Nazionale alla riabilitazione dei pazienti: l’impegno della dottoressa Alessandra Patelli

Alessandra Patelli e il suo mondo che ha come comun denominatore quello di tendere, sempre e comunque, una mano a chi ne ha bisogno, portando ad esempio e, soprattutto, a supporto, il meraviglioso mondo del canottaggio. Due Olimpiadi (Rio de Janeiro 2016 e Tokyo 2020, ma disputate l’anno seguente per via del Covid), dieci Mondiali, con l’argento vinto nel 2011 a livello Under 23 sul 4 di coppia, ed otto Europei, con l’argento nel 2012 con l’otto e ripetuto otto anni dopo con il 4 senza, non senza aver prima vinto un bronzo nel 2018 con il 2 senza.

Oggi Alessandra è focalizzata sulla sua carriera medica nel ricordo, soprattutto, di quei libri così pesanti e pieni di sogni, poi realizzati, aperti in ogni dove, in aereo, come prima e dopo ogni singola gara. Oggi Alessandra tende una mano a quelle persone, giovani e non, che con malattie cardiache, si aggrappano alle cure più adatte, anche e soprattutto grazie a questa 34enne di Conegliano Veneto, che sta portando avanti con l’Ospedalieri Treviso il progetto “Sport Terapia Integrata”.

Siamo partiti nel 2023 ed il corso nasce dal progetto della Federazione Italiana Canottaggio in collaborazione con Federsanità e, nella fattispecie, in questo caso è rivolto principalmente alle persone con pregresse patologie oncologiche e neurodegenerative, alle donne operate di tumore al seno e ai medici che hanno seguito ed aiutato questi pazienti – ci ha spiegato Alessandra – L’obiettivo è quello di aiutare ed accompagnare i pazienti nel percorso riabilitativo e di recupero attraverso lo sport del canottaggio, inteso quindi non solo come sport, ma soprattutto come disciplina, rappresentando la soluzione ideale per uno stile di vita corretto, in un giusto equilibrio tra mente e corpo. Il messaggio che noi vogliamo lanciare – ha proseguito la due volte azzurra olimpica – è quello che uscire dalla malattia, significa superarla, anche in termini dialettici.

Vogliamo che le persone che abbracciano questo progetto, capiscano che praticare la disciplina del canottaggio non è soltanto un discorso relativo alla riabilitazione nel senso più stretto del termine medico, bensì un’attività per il benessere in senso olistico accessibile a tutti, per una miglior qualità della vita che favorisca naturalmente la prevenzione. Il canottaggio è ideale per la riabilitazione e per scoprire un nuovo stile di vita a contatto con la natura nel quadro ampio di Sport e Salute. Pratica all’aria aperta ed il concetto di equipaggio rendono il canottaggio disciplina eletta per chi ha affrontato il percorso faticoso della malattia come ad esempio la patologia oncologica”.

Con lei, anche e soprattutto, gli allenatori Simone Martini, marito, Consigliere federale e plurimedagliato azzurro nel canottaggio “flat” e nel Coastal Rowing, e Giuliano Pegorer, che all’Ospedalieri Treviso fanno un lavoro enorme aiutati da Eraldo Carretta. Un lavoro condito da amore e passione verso questo progetto. Come a dire che il canottaggio è vita.

Gianluca Atlante