“Generazione Canottaggio” – Inclusione e autonomia: le mission dell’Accademia del Remo di Giuseppe Del Gaudio
“Generazione Canottaggio” – Inclusione e autonomia: le mission dell’Accademia del Remo di Giuseppe Del Gaudio

Nasce “Generazione Canottaggio“, una nuova rubrica legata al racconto dei progetti e delle attività sviluppati dalle società remiere, nell’ambito della responsabilità sociale e non solo, allo scopo di migliorare la vita delle persone. Sport per tutte le età e abilità, Canottaggio inclusivo. Focus sulle esperienze portate avanti recentemente e in corso, come ad esempio quelle degli hub “Sport Terapia Integrata”, ma anche dedicati al coinvolgimento di studenti, docenti e famiglie, di persone affette da disabilità fisica e intellettivo relazionale e naturalmente a iniziative collegate alla sostenibilità e all’ambiente.

Ecco il primo articolo a cura di Gianluca Atlante, giornalista molto legato al Canottaggio e ai suoi valori con un grande impegno, sia sul fronte dei servizi realizzati per il suo quotidiano “Latina Oggi” sia con opere editoriali come ad esempio “Doppio giallo” sulla storia dell’argento dei finanzieri Battisti e Sartori a Londra 2012, riconosciuto con l’assegnazione del Premio “Giovanni Mercanti” (2013) e “Giornalista dell’Anno” (2016).

Il Canottaggio è vita, inclusione, un motivo per molti, oseremo dire per tutti, di guardare alla vita in maniera migliore, perché la stessa te la può migliorare, eccome: e il risultato quotidiano è sotto gli occhi di tutti. Riempirsi la bocca di belle parole, non è mai stato il suo mestiere, né quando da atleta i risultati gli davano ragione, né tanto meno oggi che da “deus ex machina” dell’Accademia del Remo a Napoli, contribuisce a trasformare i sogni in realtà, per quei ragazzi con disabilità intellettiva che scelgono lui e l’Accademia, non solo per “parcheggiare” le loro idee o per trovare un semplice rifugio, ma, anche e soprattutto, per abbracciare un mondo, attraverso lo sport del remo, che gli appartiene e, ci permettiamo di dire: ci mancherebbe altro.

Stiamo parlando di Giuseppe Del Gaudio, grande atleta nei Pesi Leggeri con due ori mondiali, un argento ed un bronzo all’inizio del nuovo millennio, ed oggi, come dicevamo, fondatore, ideatore e tecnico specializzato all’Accademia del Remo a Soccavo, nel cuore della città di “Parthenope”.

“Ho 30 ragazzi che per un’Accademia come la nostra sono abbastanza, ma sarebbe importante che tutti i circoli li abbiano ed è questa una cosa per la quale sarebbe importante anche il semplice passa parola – ci racconta, aprendo la finestra sul proprio mondo – Oggi mi avvalgo di una psicologa, di collaboratori e, soprattutto, di genitori che vogliono imparare a remare, a condividere con i loro figli questa cosa, ma soprattutto che non sono gelosi della loro crescita, attraverso il mondo del remo. Insegniamo ai nostri ragazzi – ha proseguito Giuseppe – innanzitutto a non avere paura del cambiamento, a rendersi conto oggettivamente che c’è un mondo intorno a loro che gli appartiene. Al lago Patria, dove noi siamo di base con la barche, vivono accanto ai normodotati, oserei dire in simbiosi, trovando modo e tempo per fare quello che fanno loro: guardano, imparano e vanno sul lago facendo le stesse cose, con lo stesso impegno e dedizione. Credo che il canottaggio, da questo punto di vista, aiuti molti, sia uno sport che, in questo senso, è avanti. La psicologa che ho al circolo viaggia di pari passo con noi: osserva, indicandoci le linee guida da seguire. Noi facciamo il resto, riuscendo in un risultato che arriva sicuramente prima di ogni singola vittoria”.

L’inclusione rappresenta il comun denominatore di questo progetto, a patto… “che il significato di questa parola, non rimanga fine a se stesso. Inclusione è abbracciare un qualcosa nel quale tu credi prima ancora di iniziare. Come è stato per me nel momento in cui ho deciso di fondare questa Accademia. Inclusione è, soprattutto, migliorare la vita di questi ragazzi, renderli autonomi, privi di ogni paura, pronti ad affrontare, grazie al canottaggio, ogni singola difficoltà con naturalezza. Lo stare insieme, il vivere uno spogliatoio, come lo specchio di bacino dove allenarsi, con chi non è più diverso da loro, è la grande vittoria. Prima di ogni singola medaglia da mettersi al collo”.

Isef, Scienze Motorie, Fisioterapia, Osteopatia, RBT (tecnico terapia comportamentale), Giuseppe Del Gaudio è questo ed altro ancora. Nella testa, come nella convinzione di far capire al mondo intero, non soltanto a quello remiero, che lo sport può e deve essere vita. Nella palestra di Soccavo come al lago Patria, dove il passaggio tra remoergometro e bacino è un qualcosa che rende felici, che migliora: atleti e genitori. L’Accademia del Remo ne è un esempio lampante.
















