OGGI ERO AL TELEFONO CON MARIO PETRI: OLIMPIONICO A ROMA ’60 E CAMPIONE D’EUROPA NEL ’63
OGGI ERO AL TELEFONO CON MARIO PETRI: OLIMPIONICO A ROMA ’60 E CAMPIONE D’EUROPA NEL ’63

Ha squillato il telefono questa mattina e sul display il nome: Mario Petri. Uno degli atleti triestini più blasonati, olimpionico ai Giochi di Roma ’60 nel 2 senza , in coppia con Paolo Mosetti (avevano 21 anni…), tesserati per la Ginnastica Triestina ed allenati da Mario Ustolin, in semifinale nel ’61 agli Europei di Praga, poi passarono all’Ignis di Comerio, quando patron Borghi decise di dar spazio anche al canottaggio, ed arrivarono in semifinale ai mondiali di Lucerna, campioni d’Europa in 2 senza nel 1963, vinsero nello stesso anno anche i Giochi del Mediterraneo.

Avevo sentito Mario, che vive in Lombardia, quando era nell’aria l’intitolazione della barca a papà Ustolin. Non era potuto venire, ma la promessa di risentirci, soprattutto quando sarebbe passato da Trieste. Di lui il ricordo quando a fine 1960, la Ginnastica Triestina nella palestra della sede madre in via Ginnastica aveva premiato gli atleti da ritorno dalle Olimpiadi, e dei canottieri, Mario Petri, Paolo Mosetti e Savino Rebek (finalista a Roma in singolo). Li premiarono con una medaglia d’oro (vero), io all’epoca avevo 5 anni, e la volli vedere tenendola in mano, proprio quella di Petri, non volendo più restituirla. Mia madre con un trucchetto me la prese e di nascosto gliela restituì.

Oggi al telefono con Mario, un signore di 86 anni, che mi confidava che era da poco uscito dall’ospedale per un problema alla colonna vertebrale, e che avrebbe dovuto fare fisioterapia.

Vicino a lui il figlio. “Papà, tu sai che cosa bisogna fare per vincere una gara, allenarsi e prepararsi bene, e così devi fare adesso tu…”
Poi un breve silenzio…
Poi Mario: “Io un canottiere olimpionico, oggi…così…” Le sue ultime parole prima del commiato.
Ti voglio bene Mario Petri!
Maurizio Ustolin
















