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Partecipazione, collaborazione, sogni. Dal 1983, la D’Inverno sul Po

sabato 8 Febbraio 2025

Partecipazione, collaborazione, sogni. Dal 1983, la D’Inverno sul Po

16 gennaio 1983, la D’Inverno sul Po prende vita grazie ad un’intuizione dell’allora presidente della SC Esperia, quel Gian Antonio Romanini poi diventato lungimirante presidente federale tra il 1984 ed il 2004. Voleva riportare i torinesi sul Po, Romanini, e oggi, 42 anni dopo, possiamo dire che la sua volontà si è realizzata appieno. Anzi, anno dopo anno, la D’Inverno sul Po ha riportato sul fiume non solo i torinesi, ma gli italiani in generale e oggi anche gli stranieri. Ce lo conferma Donatella Sarno, dal 2021 presidentessa del sodalizio remiero che dal 1983 organizza l’evento. “In questi anni ho visto crescere la D’Inverno in tutte le sue componenti, dal numero dei volontari al coinvolgimento degli altri circoli remieri di Torino, la cui collaborazione è fondamentale per organizzare al meglio la regata e che non smetterò mai di ringraziare – commenta Sarno – perché anche per loro ospitare le società da fuori Torino mettendo a disposizione barche, lo spazio per i carrelli e docce e spogliatoi, è un impegno gravoso. È cresciuta poi la partecipazione. Lo scorso anno avevamo equipaggi dal Marocco, quest’anno da Israele e Uganda. Gli stranieri non vedono l’ora di partecipare alla D’Inverno sul Po, e questo per noi è motivo di orgoglio. Stiamo crescendo, anche grazie al supporto della FIC, che quest’anno ci ha dato un contributo importante per l’organizzazione della regata”.

Insieme ad un altro evento come la Silver Skiff, oggi la D’Inverno sul Po a Torino è un’istituzione riconosciuta del panorama sportivo cittadino, come conferma la presidentessa dell’Esperia: “La città è coinvolta e collaborativa, ha capito l’importanza che gare come la D’Inverno e la Silver hanno per Torino e soprattutto per il Po. Ho sempre pensato che i circoli di Torino rappresentino i custodi del fiume, e per operare al meglio il coinvolgimento della città, dalle istituzioni ai cittadini, è fondamentale”. Un fiume aperto da qualche anno ormai anche alla presenza degli atleti affetti da disabilità intellettiva e relazionale, ragazzi e ragazze del circuito Special Olympics e FISDIR che si affrontano grazie al sostegno della Fondazione Martoglio, nell’omonimo trofeo. Spiega a riguardo ancora la Sarno: “Per il Comitato Organizzatore, la D’Inverno sul Po deve avere un messaggio importante di inclusione, e questo ci è reso possibile grazie a realtà come la Fondazione Martoglio che ci aiutano nel dare spazio, voce e divertimento alle disabilità. Ogni anno mi stupisco di quanto mi ringrazino le società da tutta Italia che vengono anche da molto lontano per partecipare alle gare Special e FISDIR. Vedere i sorrisi di questi ragazzi e l’amicizia sana che c’è tra di loro è per noi un risultato molto importante, per il quale sono io a ringraziare chi si impegna per farcelo raggiungere”.

Tanti traguardi raggiunti dunque, ma per Donatella Sarno – oggi in gara alla D’Inverno sul Po nel doppio misto Master con il novantenne Vittorio Soave, leggenda vivente del remo torinese – ci sono ancora alcuni sogni nel cassetto: “Uno è quello di arrivare al traguardo nella gara odierna – scherza – ma battute a parte, sogno che la D’Inverno sul Po possa contribuire a dare al canottaggio la visibilità che merita. Non siamo uno sport di nicchia, per praticarlo basta presentarsi con la giusta tenuta sportiva, al resto pensiamo noi società. Vogliamo aprire il canottaggio a tutti, come Esperia ad esempio quest’anno ci siamo rivolti a scuole distanti dal Po, a ragazzi e ragazze che credevano il canottaggio uno sport per loro impraticabile e che invece oggi lo stanno provando, con qualche sacrificio magari, ma con soddisfazione. Sogno che la D’Inverno possa avvicinare sempre più persone al nostro meraviglioso sport, a Torino come in ogni altra parte d’Italia”.