Taranto Beach Sprint: il racconto di Cozzarini e Zerboni
Taranto Beach Sprint: il racconto di Cozzarini e Zerboni

La terza tappa del Trofeo Filippi di beach sprint, disputata nello scorso fine settimana a Taranto, è stata sospesa per le condizioni meteomarine, io non ho capito chi ha vinto e chi ha perso, ed ho approfittato di chi era sul posto a gareggiare per chiarire l’argomento: Annalisa Cozzarini e Maria Elena Zerboni entrambe del Saturnia.
Racconta Annalisa: ”Per quanto riguarda la gara in sé, domenica mattina hanno prima sospeso e poi annullate le gare per il forte vento in aumento.

Le medaglie, come da regolamento le hanno assegnate in base ai tempi dell’ultima fase disputata completamente: per quanto riguarda il circuito nazionale gli ottavi di finale disputati domenica mattina. Quindi la classifica nel circuito nazionale vedeva: 1° Cesarini, 2° Cozzarini, 3° Severini (Barletta), in quello internazionale 1° Cesarini, 2° Cozzarini, 3° Zerboni.
Devo dire che le condizioni del mare erano impegnative più che altro per il vento mentre le onde non erano tanto alte, in Grecia ad esempio lo erano molto di più. I giudici si sono allarmati in alcune occasioni di rovesciamenti e per motivi di sicurezza hanno deciso per la sospensione.”

Commenta Mary: ”Sono felice di essere riuscita a riconfermarmi sul podio nella terza tappa del circuito internazionale di beach sprint. Gareggiare a Taranto è stato particolarmente divertente: il mare mosso e il vento forte proveniente dal largo hanno reso la competizione ancora più impegnativa. Queste condizioni, tipiche di questa specialità, hanno richiesto abilità e prontezza nella gestione della gara.
Purtroppo, domenica il mare si è ulteriormente agitato e, per motivi di sicurezza, il comitato organizzatore ha deciso di annullare le gare previste.
Le classifiche finali sono quindi state stilate sulla base dei migliori tempi registrati nelle ultime prove disputate.
Mi è dispiaciuto molto non aver potuto continuare a gareggiare, perché sentivo che, man mano che andavo avanti, stavo riuscendo a esprimere sempre di più tutto quello che avevo dentro.”
Maurizio Ustolin















