Concluse a San Giorgio di Nogaro le gare del Trofeo Special Olympics
Concluse a San Giorgio di Nogaro le gare del Trofeo Special Olympics

Un meraviglioso week-end di gare Special Olympics si è appena concluso a Trieste, regalando emozioni, sorrisi e sport di altissimo valore umano. Quest’anno la manifestazione ha raggiunto un traguardo importante: la sua decima edizione, confermando ancora una volta il legame profondo tra la città e il movimento Special. Da dieci anni, infatti, i team trovano a Trieste accoglienza, calore e l’atmosfera unica di una grande famiglia.

Le competizioni si sono divise tra due location d’eccezione: presso la Canottieri Adria si sono svolte le gare al remoergometro, mentre alla Canottieri San Giorgio gli equipaggi si sono sfidati in acqua a bordo dei 4 gig con timoniere. Momenti intensi, fatti di impegno, determinazione e gioia condivisa.

Nonostante il fine settimana coincidesse con i rientri dalle vacanze estive, diverse società non hanno voluto mancare all’appuntamento triestino. Presenti in acqua e a bordo campo la S.C. Armida di Torino, la S.C. Velocior di La Spezia, la S.C. San Miniato di San Miniato e la R.S.C. Tevere Remo di Roma, che insieme ai padroni di casa hanno reso questa edizione ancora più speciale.

A rendere ancora più significativo l’evento, l’assegnazione del Trofeo Brandolin e del Trofeo Morassut, due riconoscimenti che rappresentano la passione e la tradizione di questo appuntamento.

Un sostegno importante è arrivato anche dalle istituzioni: il Ministro Alessandra Locatelli ha portato il suo saluto alle società ospitanti e ha rivolto un sentito in bocca al lupo agli atleti e agli accompagnatori, sottolineando il valore inclusivo e sociale di queste manifestazioni.

E mentre cala il sipario su questa decima edizione, l’entusiasmo non si spegne: l’appuntamento è già fissato per il prossimo anno, quando non solo si rinnoverà la manifestazione, ma si celebreranno anche i 20 anni di attività con la disabilità della Canottieri Adria, resi possibili grazie al coraggio e all’instancabile impegno di Luciana Sardo.





















