Partiti! In acqua gli equipaggi della Discesa del Danubio a remi 2025
Partiti! In acqua gli equipaggi della Discesa del Danubio a remi 2025

Si sono imbarcati alle 8 di questa mattina, a Vienna, i quattro equipaggi inclusivi e internazionali che andranno anche quest’anno, per la sua settima edizione, a tentare l’impresa della Discesa del Danubio a remi organizzata dal Circolo Canottieri 3 Ponti di Roma, affiliato alla FIC-Federazione Italiana Canottaggio. Circa 300 chilometri di fiume, che si concluderanno nella città ungherese di Budapest il 29 luglio. In mezzo sei tappe: la prima, da Vienna a Bad Deutsch-Altemburg, di circa 50 chilometri, si è conclusa oggi, con le barche a sfilare all’arrivo nella darsena tra i motoscafi dell’esercito, impegnati in una esercitazione militare.

Foro Italico, Gilda, Duca d’Aosta, Musica i nomi delle quattro barche da 8 con, rispettivamente timonate in partenza da Antonio Schettino, Luca Molinari, Daniela De Blasis e Valentina La Cava, affiancate da due motoscafi d’appoggio. Misti gli equipaggi, composti da atlete e atleti Master insieme ad atlete e atleti diversamente abili italiani, austriaci e tedeschi, con i loro accompagnatori. Con tutti loro, nello staff, Giulia Benigni, Presidente del CC3Ponti, il suo Presidente Onorario, Riccardo Dezi, Antonio Schettino e Catalin Blaj.

L’assist della Fondazione Baroni
Difficoltà nella difficoltà la disomogeneità degli equipaggi, che si trasforma però in un plus di armonia e assieme, grazie alla preparazione lunga un anno e alla cura che gli ideatori della manifestazione sportiva, Riccardo Dezi e Giulia Benigni, tecnici federali di canottaggio di lunga esperienza, mettono fin dagli inizi della loro attività nella mission di trasformare la disabilità nello sport in un’occasione di crescita ed arricchimento. Per tutti. Per questo la Fondazione Baroni ha incluso quest’anno la Società Sportiva CC3Ponti tra le realtà laziali e romane meritevoli di vincere uno dei loro bandi per il finanziamento di progetti innovativi a sostegno delle persone con disabilità. Un assist che ha permesso tra l’altro la partecipazione a titolo completamente gratuito alla regata alle atlete e agli atleti diversamente abili e ai loro accompagnatori. Giuseppe SIGNORIELLO, Presidente della Fondazione, non ha mancato di esprimere orgoglio e incoraggiamento alle atlete e agli atleti partiti oggi per quella che ha definito, più che una manifestazione sportiva, “un simbolo potente di inclusione e coraggio, con atleti con abilità diverse uniti e pronti a superare ogni limite”. “Uno spirito simile – ha detto ancora Signoriello– a quello che da sempre ispira la Fondazione Baroni nel suo sostegno ad avventure come questa nelle aree della ricerca scientifica, dell’assistenza e anche dello sport, quando si fa inclusivo, strumento di integrazione e coesione”.

Una prima tappa liscia come l’olio. O quasi…
Si è svolta bene la prima tappa, considerando che si trattava della prima giornata. Gli equipaggi hanno trovato da subito un discreto affiatamento, mentre la barca internazionale, quella che ospitava gli atleti Pararowing – Daniela De Blasis e Marco Carapacchio del CC3 Ponti romano e Nathalie Podda del Donauhort Ruderverein di Vienna – si è mantenuta in testa, con Daniela De Blasis, atleta PR3, al timone. Poche le soste, giusto per bere, fare qualche cambio ai remi e al timone e in circa tre ore effettive di voga le barche hanno toccato le rive del piccolo porto di Bad Deutch Altenburg, dove ha sede la associazione Viadonau che si occupa del monitoraggio e della manutenzione del fiume e che avrebbe ospitato le barche della regata sulla sua rampa. Un fiume buono, una discreta corrente che non si è trasformata tuttavia in elemento di pericolo, un arrivo reso appena più farraginoso dall’esercitazione militare in corso proprio in quella baia, imbarcazioni ulteriori tra le quali districarsi.

Verso Bratislava
Quaranta chilometri attendono domani, 25 luglio, gli atleti per la seconda tappa, da Bad Deutsch-Altemburg a Bratislava. La seconda delle sei che con l’arrivo a Budapest chiuderanno l’impresa di quest’anno, quella di una regata capace di regalare al pubblico un surplus di visibilità e conoscenza agli sport del Canottaggio e del Pararowing e alle atlete e agli atleti che vi partecipano un’esperienza in bilico tra sfidante prestazione sportiva, turismo naturalistico e culturale, condivisione e amicizia. Oltre ogni differenza.
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Ufficio stampa
Società Sportiva CC3Ponti
Diana Daneluz

















